Home Ambiente Cina: aria irrespirabile. Cittadini comprano ‘bottiglie di aria pulita’ dal Canada

Cina: aria irrespirabile. Cittadini comprano ‘bottiglie di aria pulita’ dal Canada

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Una situazione surreale, spesso raccontata nei film post-apocalittici oggi è diventata realtà: la Cina sta acquistando bombolette d’aria dal Canada a causa dell’altissimo tasso di inquinamento ormai raggiunto.

L’idea di vendere “ossigeno in bottiglia” è di una società canadese che prende il nome di Vitality Air ed è stata fondata solo l’anno scorso, nella cittadina di Edmonton.

L’aria viene imbottigliata direttamente sulle Rocky Mountains e sembra che la società abbia iniziato a venderla ai cinesi da meno di due mesi.

Il primo carico ha visto 500 “confezioni” di aria fresca vendute in 4 giorni, ha spiegato il co-fondatore della società, Moses Lam e sembra che presto sarà spedita un’altra partita da 700 confezioni. Harrison Wang, rappresentante di Vitality Air in China, ha affermato al DailyMail che su Taobao, un sito cinese simile a eBay destinato allo shopping online, si è raggiunto il “tutto esaurito” quasi immediatamente.

Ogni bottiglia ha il costo di 100 yuan (circa 14 euro), 50 volte di più del costo in Cina della normale acqua minerale.

Molti degli acquirenti dell'”aria in bottiglia” vivono nelle grandi città nel nord est e Sud della Cina, dove l’inquinamento ha raggiunto livelli che faticano ad essere compatibili con la vita stessa.

Pechino ha lanciato il suo primo grave allarme nel mese di dicembre, periodo in cui ha raggiunto livelli di inquinamento spaventosi, che hanno portato alla chiusura delle scuole.



Shanghai ha raggiunto l’apice dei problemi di smog nel mese di gennaio, tanto da portare le scuole a vietare le attività all’aria aperta e le fabbriche a fermare il lavoro il martedì.

Wang ha affermato che la società vede l’inquinamento come un problema in Cina “e vogliamo dare alle persone la possibilità di “iniettare” un po’ di aria fresca nella loro vita quotidiana“.

Vitality Air pubblicizza il suo prodotto affermando che può aiutare a combattere i “postumi di una sbornia, vigilanza e di lavoro”, oltre a essere una “soluzione all’inquinamento”.

Ma vitalità Air non è comunque l’unica azienda a fare del problema dell’inquinamento in Cina un business.

L’anno scorso l’artista Liang Kegang guadagnò 512 sterline vendendo un bicchiere riempito con aria presa da un viaggio nel sud della Francia.

Nel 2013 il multimilionario Chen Guangbiao ha venduto barattoli di aria presa nelle regioni meno industrializzate della Cina chiedendo per ognuno 5 yuan, cioè 50 centesimi.

Ora possiamo dire veramente di aver toccato il fondo, arrivando anche a dover comprare l’aria pulita da respirare.

(Foto: Nicolò Lazzati)

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