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Centrale nucleare in India in zona altamente sismica

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L’industria nucleare francese, sostenuta da un gruppo di banche commerciali europee, tra cui BNP Paribas e HSBC, prevede di costruire il più grande complesso nucleare del mondo in Jaitapur, nello stato del Maharastra, in India, anche se è una delle zone più sismiche ed è soggetta a inondazioni da tsunami e altri eventi estremi.
Il progetto Jaitapur coinvolge alcuni dei fattori di rischio che hanno portato al disastro della centrale nucleare di Fukushima in Giappone: un gran disdegno per i diritti umani delle comunità vicino a centrali nucleari, una crescente opposizione locale, bassi standard di sicurezza nucleare in India e elevata sismicità della zona.
Il progetto, gestito dalla società francese Areva nucleare produrrà 9.900 megawatt di energia durante l’uso. La prima unità di generazione di potenza inizierà nel 2018, secondo il progetto.

In India funzionano 20 reattori nucleari in sei centrali, e altre 5 centrali sono in fase di costruzione, per l’approvvigionamento di energia elettrica. Dopo la tragedia del Giappone, organizzazioni della società civile stanno chiedendo di fermare i lavori di costruzione della centrale a Jaitapur, nello stato del Maharashtra.
P. Ambrose Pinto, prendendo spunto dall’esperienza giapponese, rimarca che “le centrali nucleari non possono resistere ai terremoti e ad altri disastri naturali. Nonostante tutti gli sviluppi possibili, non possiamo dominare la natura: è la natura che detta a noi le regole. I terremoti e lo tsunami vanno oltre il controllo dell’uomo. La drammatica situazione in Giappone ci ricorda che l’energia nucleare oltrepassa i limiti della tutela dell’umanità” e porta a esporre la popolazione alla radioattività nell’atmosfera e nelle acque. Per questo, afferma p. Ambrose, “vista la distruzione e la morte causate in Giappone, c’è l’urgenza di riaprire e riesaminare la questione nucleare in India. C’è bisogno di un movimento di massa, per riportare la questione all’attenzione della autorità, per la salvaguardia della nazione indiana”. P. Pinto si dice favorevole a incrementare l’energia solare, eolica e marina. Per l’ennesima volta abbiamo la riprova che ciò che Chernobyl e Fukushima ci hanno insegnato non importa ai grandi poteri.

 

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