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Canapa sativa: è legale coltivarla senza autorizzazione

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Autorizzata la coltivazione di canapa sativa con Thc entro lo 0,6%

Approvata in Senato la legge che darà impulso alla coltivazione di canapa sativa. Tantissimi i settori coinvolti, dal tessile all’edilizia. Si prospetta una florida crescita del mercato. Tutte le novità.

La Canapa Sativa, o mglio ancora cannabis sativa, potrà essere coltivata dagli agricoltori senza necessità di autorizzazione. La notizia arriva dalla commissione Agricoltura del Senato, che ha approvato la nuova norma in via definitiva e all’unanimità.

Ecco tutte le novità introdotte dalla nuova legge.

Canapa sativa: l’ok del Senato

L’approvazione era ormai nell’aria. Almeno da quando, nel settembre scorso, tutti i gruppi politici della Camera Alta del Parlamento avevano ritirato i propri emendamenti. Tutti, nessuno escluso.

Due settimane fa, poi, su richiesta del relatore della legge, Mario Dalla Tor, del gruppo Area Popolare Ncd-Udc, la proposta veniva assegnata alla nona Commissione di Palazzo Madama, per accorciare i tempi di approvazione.

Dalla Tor è intervenuto a margine dell’approvazione per dichiarare la propria soddisfazione:

Con la nuova legge colmiamo un vuoto legislativo e andiamo a regolamentare un settore economico in forte espansione“.

Già da qualche anno, infatti, nel nostro Paese si assiste a un vero e proprio boom nella coltivazione della canapa sativa. Secondo le ultime stime prodotte da Coldiretti, nel 2014 i terrenti coltivati a cannabis sativa sono aumentati di circa il 150%. Tutto questo, malgrado le limitazioni sinora imposte.

Con la nuova norma, si darà un forte impulso a un settore ingiustamente penalizzato fino a oggi.

Canapa sativa: aumentano i limiti di legge

Il cambiamento più importante introdotto dalla nuova legge riguarda il principio attivo della canapa sativa, il Thc. Se finora, tale limite era allo 0,2%, oggi l’asticella viene posta sullo 0,6%. Nello specifico, gli agricoltori non saranno più ritenuti responsabili dello sforamento della percentuale di principio attivo, purché esso sia contenuto all’interno del nuovo margine  (0,6%).

Il Thc, il cui nome scientifico è tetraidrocannabidolo, è il cannabinoide responsabile degli effetti psicotropi delle piante di cannabis. Effetti che però sono raggiunti solo quando la concentrazione della sostanza supera una certa percentuale.

In particolare, il principio attivo della canapa sativa è il Δ9-THC.

Con le nuove disposizioni legislative, si dà implicitamente il via libera alla coltivazione della pianta anche senza previa autorizzazione.

Per favorire ulteriormente lo sviluppo del settore, il Ministero delle politiche agricole desinterà una quota delle risorse dei piani nazionali di settore al miglioramento della produzione e della trasformazione della canapa sativa. Il ministero stabilirà l’importo esatto che, in ogni caso, non supererà il limite di 700mila euro.

Canapa sativa: vantaggi per agricoltura e ambiente

La produzione della canapa era particolarmente fiorente in Italia. Almeno fino agli anni ’40 del Novecento, quando si registravano circa 100mila ettari di terreni coltivati e il nostro Paese era il secondo produttore mondiale.

Cosa ne ha ostacolato la diffusione? Principalmente la massiccia industrializzazione dell’economia. Nel periodo del boom economico, infatti, il mercato imponeva il tessuto sintetico e la canapa industriale è andata col tempo scomparendo. Con la diffusione di una nuova mentalità green e rivolta alla tutela ambientale, la cannabis sativa può finalmente tornare a essere al centro dell’industria tessile italiana.

Da non sottovalutare i benefici per l’ambiente, visto il momento storico in cui ci troviamo. Una tonnellata di canapa secca, si stima, può ‘sequestrare’ circa 325 kg di CO2. Inoltre, la filiera produttiva della pianta è carbon negative: invece di aumentare la produzione di anidride carbonica, cioè, contribuisce a eliminarla dall’atmosfera.

I campi applicativi sono diversi. La stessa legge appena approvata ne prevede una serie piuttosto lunga:

  • Alimentazione (anche se sul punto dovrà intervenire il Ministero della Salute, per stabilire i limiti di Thc negli alimenti)
  • Cosmetica
  • Creazione di semilavorati per forniture a industrie e artigiani: fibra, canapulo, polveri, cippato, oli e carburanti
  • Come fertilizzante naturale sarà impiegata nella pratica del sovescio (interramento di determinate piante allo scopo di concimare naturalmente il suolo)
  • Bioingegneria e bioedilizia
  • Fitodepurazione e bonifica di siti inquinati
  • Florovivaismo
  • Produzione di energia pulita (solo per scopi aziendali)

Tante volte vi abbiamo raccontato le innovazioni introdotte grazie alla canapa sativa in tantissimi settori applicativi. Le case di Canapa, per esempio, che già spopolano in Alto Adige. La depurazione di una parte dei terreni dell’Ilva, effettuata proprio grazie alla pianta. Le fibre ottiche per la creazione di energia solare.

E ancora tante applicazioni che la nuova legge contribuirà a rilanciare.

4 COMMENTI

  1. Cercasi ditte che in sinnergia vogliono la canapa allo scopo di creane carta per alimenti qualora ci fosse una ditta io ne farei avere il prodotto da crearne assieme una filiera per contattarmi chiami il 3248635816
    Grazie balsamo Giancarlo

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