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Brasile boom di incendi. E il governo promuove 2 leggi pro-deforestazione

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Brasile: al vaglio due leggi che potrebbero incentivare la deforestazione. A rischio grosse aree di riserve naturali.

In questi ultimi mesi il Brasile è stato teatro di vari disastri ambientali che vanno dai gravissimi incendi boschivi alla marea tossica di fango e metalli pesanti che ha raggiunto l’oceano con conseguenze devastanti.

Dinanzi a delle catastrofi del genere, il buonsenso dovrebbe portare i governanti a prendere provvedimenti in tutela della propria terra. Ma mai dare nulla per scontato. Sembra, infatti, che, nonostante un boom degli incendi boschivi nel 2015, l’esecutivo stia promuovendo due leggi che renderebbero legale la deforestazione selvaggia.

Il 2015 è stato un anno nerissimo per i boschi brasiliani: dati satellitari relativi rilevano un aumento del 27,5% del fenomeno rispetto al 2014. Il numero totale dei roghi è 235.629, molto vicino al record di 5 anni prima (249.291). La maggior parte (100 mila) è concentrata in tre dei più grandi Stati: Pará, Mato Grosso e Maranhão.

Colpa di un clima impazzito, è vero, ma non sarebbero stati possibili numeri così alti senza l’intervento dell’uomo. Il dottor Alberto Setzer, coordinatore del Nucleo di incendi boschivi dell’INPE – Istituto di ricerca spaziale nazionale del Brasile, che monitora la deforestazione ha affermato: ” Questo è stato un anno con meno precipitazioni e più caldo rispetto alla media storica, in particolare nel centro del Paese, nel sud della regione amazzonica e in alcune zone del nord-est. In alcune zone le temperature registrate erano 4 °C al di sopra della media“.

Condizioni del genere favoriscono sicuramente la propagazione degli incendi, ma Setzer sottolinea anche che non sono stati casi di combustione spontanea, bensì “attività umana, per disattenzione o per dolo“.

L’aumento degli incendi boschivi ha contribuito al generale aumento della deforestazione registrata nel 2015, che ha raggiunto il 16% in più. Una situazione in netto contrasto con l’impegno che il Paese ha preso durante la Conferenza sui Cambiamenti climatici (COP21) che si è tenuta a Parigi a fine 2015.

Per raggiungere la riduzione delle emissioni di carbonio del 43% entro il 2030, infatti, il governo brasiliano ha garantito una dura lotta alla deforestazione illegale. Impegno lodevole, se non fosse che il governo sta valutando due disegni di legge (in discussione al Congresso) che, se accettati, potrebbero aumentare notevolmente i casi di deforestazione, legalizzandoli!




Il primo abolisce il divieto di progetti infrastrutturali all’interno dei territori indigeni: sarà sufficiente comprarli con un valore pari al 2% del progetto.

Il secondo snellisce il sistema di autorizzazione ambientale per i progetti di grandi infrastrutture, come strade e dighe.

Il sistema esistente richiede studi ambientali, antropologici e archeologici dettagliati e audizioni pubbliche prima che venga dato il via libera a un progetto. Se le due proposte dovessero passare, non soltanto questo sistema sarà cancellato, ma verrà sostituito  con una sorta di autocertificazione redatta dalle aziende stesse che intendono costruire gli impianti.

Come evidenzia The Ecologist, gli studi dimostrano che la maggior parte dei casi di deforestazione si svolge proprio intorno a questi grandi progetti, perché aprono l’accesso ad aree precedentemente inaccessibili.

Nel frattempo, le previsioni predicono un 2016 secco come l’anno appena trascorso, sotto l’influenza continua di El Niño. Se i meteorologi non sbagliano e queste proposte passeranno, il 2016 potrebbe essere un anno di “inferno” per il Brasile.

(Foto)

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