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Bici in città: in arrivo 50 milioni di finanziamenti per nuove piste ciclabili

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Bici in città

50 milioni per i comuni italiani che decideranno di aumentare il numero di bici in città, investendo su piste ciclabili. I fondi sono stanziati da Credito Sportivo. Ecco chi può accedervi e come

Sono cinquanta i milioni, a tasso zero, messi a disposizione da Credito Sportivo per incentivare l’utilizzo di bici in città. Il finanziamento rientra all’interno del progetto “Comuni in pista – #sullabuonastrada“, in collaborazione con Anci e Federciclismo ed è rivolto a tutti i comuni italiani. Servirà a realizzare nuove piste ciclabili.

Scopriamo insieme di più su questa iniziativa.

50 milioni a tasso zero per le bici in città

Fino a tre milioni di euro per ogni Comune che presenti un progetto sul trasporto in bici in città. Per un totale di 50 milioni di euro di finanziamenti. È questo, in buona sostanza, quanto promesso da Credito Sportivo, istituto di credito di diritto pubblico.

I finanziamenti, a tasso zero, riguardano i miglioramenti e l’intera progettazione di piste ciclabili e di strutture per la mobilità ciclistica.

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A quanto ammontano gli aiuti

Come dicevamo, l’importo massimo per ogni singola operazione è di 3 milioni. Somma che può raddoppiare, se l’ente beneficiario è un’Unione di Comuni o Comuni in forma associata, un Comune capoluogo, una Città metropolitana o una Provincia.

La durata massima del finanziamento è di 15 anni.

Le domande potranno essere presentate a partire dal 15 marzo ed entro e non oltre il 2 luglio 2018.

A cosa servono i fondi pubblici

I finanziamenti saranno volti a realizzare, migliorare o mettere in sicurezza le piste ciclabili e le strutture e attrezzature a esse connesse.

Non solo. Le risorse, infatti, potranno essere utilizzate anche per abbattere le barriere architettoniche e per l’efficientamento energetico delle piste.

Ogni Comune può presentare più istanze, ognuna legata a un solo progetto o lotto funzionale.

In particolare, le spese ammesse al finanziamento riguardano
  • Lavori, opere civili e impiantistiche;
  • Spese tecniche per la realizzazione dell’intervento (spese di progettazione, direzione lavori, collaudi, diagnosi e certificazione energetica, ecc.);
  • Spese strettamente correlate alla realizzazione del progetto (materiali e relativa mano d’opera, ivi compresi i componenti e le strutture già realizzate in fabbrica);
  • Spese per l’acquisto di attrezzature sportive, anche riferite ad altri sport, purché connesse alla “pista ciclabile”;
  • Spese per l’acquisto delle aree, compresi eventuali oneri per l’esproprio, sulle quali dovranno essere realizzate le “piste ciclabili”;
  • Spese per l’acquisto di immobili da destinare a servizio della “pista ciclabile”;
  • Spese per il rilascio dei pareri del CONI relativi al progetto o al lotto funzionale presentato;
  • I.V.A.

Una commissione tecnica paritetica effettuerà la valutazione delle domande presentate per l’ammissione a contributo.

La commissione, inoltre, monitorerà le caratteristiche tecniche dei progetti presentati, al fine di trarre indicazioni utili per la riproposizione di iniziative analoghe.

Il Ministro dello Sport, Luca Lotti, ha specificato che il progetto «punta al miglioramento e alla crescita delle comunità territoriali, attraverso lo sviluppo del sistema infrastrutturale, incentivando l’attività fisica e uno stile di vita salutare. Un percorso che prosegue in coerenza al principio ispiratore del Fondo Sport e Periferie».

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