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Bayer-Monsanto: nasce il colosso degli OGM

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Bayer-Monsanto: nasce il colosso della chimica in agricoltura e dell'ingegneria genetica

L’affare Bayer-Monsanto è concluso. Nasce così un vero e proprio gigante del settore degli OGM, dei pesticidi e delle sementi. Cosa cambia con questa acquisizione miliardaria?

Ormai è fatta, l’affare Bayer-Monsanto si è concluso. Nasce un gigante che fonderà insieme il gruppo farmaceutico tedesco e la Monsanto, leader nel mercato degli OGM, dei pesticidi e delle sementi. Il costo dell’operazione è presto detto: la Bayer ha sborsato 128 dollari per azione, circa 66 miliardi di dollari in contanti, per acquisire l’azienda americana.

Dalla fusione Bayer-Monsanto nascerà un vero e proprio colosso, “una superpotenza”, la definiscono alcuni. Sarà infatti il primo produttore mondiale di semi e pesticidi del mondo. Le prime stime dicono che la multinazionale controllerà tra il 24 e il 29% delle quote di mercato del settore. Gli ultimi dettagli dell’operazione saranno finalizzati entro la fine dell’anno prossimo.

Come vi avevamo anticipato, l’affare era nell’aria da tempo. Già a maggio, le due aziende si erano incontrate, ma non si erano accordate sul prezzo finale.

Cosa dobbiamo aspettarci?

Le preoccupazioni, potete immaginarlo, sono tante. Soprattutto nel mondo dell’agricoltura e delle organizzazioni ambientaliste.

Potrebbe innanzitutto esserci un problema di costo delle sementi, dovuto alla posizione dominante che acquisirebbe il colosso Bayer-Monsanto.




Felice Adinolfi, docente di Economia e Politica Agraria, ha dichiarato al Fatto quotidiano che “l’acquisizione potrebbe portare a un possibile incremento dei prezzi delle sementi per gli agricoltori. Anche se questo potrebbe non accadere nell’immediato: tutto dipende dalle politiche industriali che verranno adottate da qui ai prossimi mesi“.

Ma il problema più grave è: in che modo la nuova multinazionale farà sentire il proprio peso nelle scelte politiche e ambientali dei Paesi sovrani?

L’anno scorso, il Guardian ci informava per esempio che la Bayer, insieme ad altre aziende europee, era riuscita a far mettere accantonare una bozza Ue sui limiti previsti per i pesticidi chimici. Le corporation avevano espresso il loro disappunto per una legislazione giudicata troppo restrittiva.

La Monsanto, allo stesso modo, non ha esitato a mettersi contro istituzioni come lo Stato della California e lo IARC (l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, organo dell’OMS), per difendere un proprio prodotto, il RoundUp, un erbicida a base di glifosato.

Cosa succederà quando le due aziende uniranno le forze facendo sentire tutta la propria pressione? I governi presteranno più attenzione alle richieste dei cittadini o a quelle di una multinazionale, che dall’anno prossimo avrà un fatturato da più di 50 miliardi di dollari?

Lo dice in maniera molto efficace Patrizia Gentilini medico oncologo e membro dell’Isde: “Come si può pensare che chi trae profitto dal vendere farmaci e pesticidi non eserciti ancor più di ora azioni lobbistiche volte ad intralciare qualunque politica orientata alla prevenzione primaria, alla sostenibilità e alla sicurezza alimentare?“.

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