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Battaglie e ambiente: il 2014 visto con gli occhi di Greenpeace

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Artico, energie rinnovabili, abbigliamento toxic free: queste e altre sono state le parole chiave che hanno caratterizzato iniziative e battaglie di Greenpeace durante tutto il 2014.

Sul proprio sito ufficiale, la ong ha raccolto le 30 foto più belle scattate durante le diverse azioni ambientaliste, per ripercorrere le attività dell’organizzazione durante l’anno appena trascorso. Vediamo insieme le più importanti.

Gennaio. La Rainbow Warrior è in Messico per sensibilizzare persone e aziende sull’utilizzo di composti chimici dannosi nella produzione di vestiti. Alcuni ragazzi, su una spiaggia messicana formano la scritta “Detox Our Future” (disintossicate il nostro futuro).

Febbraio. Continua la campagna in favore dell’abbigliamento sostenibile: a Milano, Greenpeace interviene alle sfilate di Dolce&Gabbana e nella galleria Vittorio Emanuele II.

greenpeace_febbraio

Marzo. A Cincinnati e in Indonesia, gli attivisti protestano contro Procter and Gamble: i suoi prodotti sarebbero riconducibili al disboscamento di Muara Teweh (Borneo), causato dalla produzione di grossi quantitativi di olio di palma.

Maggio. La Rainbow Warrior vira verso l’Olanda e poi in Norvegia: l’obiettivo della protesta è l’estrazione di petrolio nell’artico. In Svizzera, invece, gli attivisti si travestono da api per raccogliere firme contro l’utilizzo di pesticidi e insetticidi chimici nelle colture.

Giugno. Stop al carbone: in Cina, Greenpeace rivela la presenza di una miniera di carbone illegale, in una riserva naturale; a La Spezia, azione per chiedere all’UE una politica energetica meno incentrata sui combustibili fossili. In India, si lavora già all’alternativa: la sezione locale della ong, realizza un impianto solare innovativo, che fornisce elettricità al villaggio Dharnai.

greenpeace_giugno

Luglio. 115mila firme arrivano al quartier generale della Lego: la richiesta è di tagliare i propri rapporti con la Shell e di aiutare la campagna per salvare l’Artico. Anche a Roma gli attivisti sfilano con pupazzi dell’azienda di giocattoli.

Agosto. L’attrice Emma Thompson segue la ong al polo Nord per contribuire alla campagna “Save The Artic”. Pochi giorni dopo, ad Amsterdam arriva la nave “The Artic Sunrise”, liberata dopo una detenzione di 300 giorni nel porto di Murmansk, perché protestava contro la trivellazione dell’artico. Nello stesso mese, sempre in Russia, attivisti e volontari scandagliano il territorio della repubblica di Komi a caccia di perdite di petrolio.

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Settembre. Ancora l’Artico in primo piano. Un fotomontaggio choc, esposto al summit Onu sul clima di New York, mostra la Statua della Libertà semi-sommersa dalle acque, per effetto dello scioglimento dei ghiacciai. 6 milioni e mezzo di persone, in tutto il mondo, hanno già firmato la petizione per salvare i ghiacciai del polo Nord.

Ottobre. La Rainbow Warrior arriva in Italia: gli attivisti occupano per 34 ore l’impianto di trivellazione offshore Prezioso. Durante l’azione, viene esposto uno striscione con una foto di Matteo Renzi e la scritta: “Più trivelle per tutti”. Si tratta di una protesta contro il decreto Sblocca Italia che incentiva la trivellazione offshore. In Nuova Zelanda, invece, gli attivisti si cospargono di finto petrolio per protestare contro la Statoil e i suoi piani di trivellare in profondità a largo delle coste neozelandesi.


Novembre. A Lima, in Perù, parte il Cop20, annuale vertice Onu sul clima e Greenpeace proietta messaggi in favore delle rinnovabili su Macchu Picchu.

Dicembre. La ong durante i mesi di novembre e dicembre segue le operazioni di pesca dell’aringa nel canale della Manica: la pesca a strascico causerebbe enormi danni alla popolazione marina. Per la stessa ragione, Greenpeace ha messo in atto una manifestazione davanti al Consiglio europeo di Bruxelles.

(Foto: Greenpeace)

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