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Auto elettriche: sono già più economiche di diesel e benzina

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auto elettriche

Le auto elettriche sono già oggi l’opzione più economica per chi desidera acquistare un’automobile privata.

Lo spiega uno studio sulle auto elettriche dell’Università di Leeds, in Regno Unito, che ha analizzato alcuni parametri per stabilire i costi effettivi di un’automobile in Gran Bretagna, negli Stati Uniti e in Giappone. La ricerca è basata su studi che vanno dal 1997 al 2015.

Oggi sono gli incentivi governativi a rendere più convenienti i veicoli elettrici. Ma gli analisti ritengono che presto il prezzo di mercato scenderà, con o senza contributi pubblici.

Non sarà più quindi il prezzo a fermare la crescita della mobilità elettrica globale. Ma ci sono altri fattori in gioco: l’infrastruttura inadeguata, per esempio. O la scarsa autonomia del veicolo. Problemi che affliggono particolarmente l’Italia, ma che con le scelte giuste (private e pubbliche) potrebbero presto diventare solo un ricordo del passato.

Auto elettriche: più economiche in 3 Stati

La vendita di auto elettriche nel mondo è in crescita. Secondo alcune stime, entro il 2025 per ogni sei auto vendute sul mercato, una sarà elettrica. Nello stesso anno, il numero di automobili elettriche vendute dovrebbe raggiungere 16,5 milioni di unità nell’arco di 12 mesi.

I ricercatori si sono concentrati in particolare sui dati emersi negli ultimi 4 anni della statistica, analizzando i trend di 4 mercati: Regno Unito, Giappone, Texas e California. In tutti gli scenari considerati, le auto elettriche pure (e quindi non ibride) hanno dimostrato di avere un TCO migliore. Per TCO si intende il Total Cost of Ownership, il costo totale di possesso: non si analizza il semplice prezzo di acquisto, ma anche una serie di fattori che vanno a stabilire il costo di un’auto negli anni.

Nel dettaglio, sono stati analizzati i seguenti parametri:

  • Prezzo di acquisto
  • Svalutazione
  • Costo del carburante
  • Tasse
  • Manutenzione

In questo grafico del Guardian, vediamo il TCO annuale delle varie tipologie di automobile, con riferimento al 2015 (prezzi in sterline):

Come si evince, le auto elettriche ‘vincono’ soprattutto sui costi del carburante(benzina e diesel costano più dell’elettricità) e per la manutenzione: il motore è meno complesso e aiuta in fase di arresto, consentendo un consumo minore delle pastiglie dei freni.

Oggi, il costo di un’auto elettricaè tenuto basso anche grazie agli incentivi pubblici stanziati negli Stati considerati. Incentivi che non dureranno in eterno. Secondo gli esperti, però, questo non sarà un problema.

Bloomberg New Energy Finance ha attestato che entro il 2025 un’auto elettrica avrà un costo d’acquisto pari a quello di un veicolo a benzina. Questo grazie soprattutto al forte calo dei prezzi delle batterie.

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A che punto è l’Italia?

L’Italia è il Paese europeo con il più alto tasso di motorizzazione. Ogni mille abitanti, ci sono 610 auto (sono 548 in Germania e 484 in Francia). Allo stesso tempo, il nostro parco auto è tra i più obsoleti in Europa.

È stata però registrata una crescita interessante sulle immatricolazioni di auto elettriche, negli ultimi anni. Tra il 2005 e il 2016 le vendite sono cresciute del 41%. Nel primo semestre 2017, la crescita è stata ancora più sostenuta: +59,7%. In tutto, oggi, sono 2.320 i veicoli elettrici puri o ibridi plug-in nel nostro Paese.

Ma siamo ancora indietro rispetto agli altri Paesi europei. La quota di automobili elettriche sul totale è oggi allo 0,2% in Italia. In Germania arriva allo 0,6%, nei Paesi Bassi al 2% e la Norvegia addirittura al 35%.

Cosa manca all’Italia per fare il salto di qualità?

Intanto, manca un piano di incentivi a livello nazionale (esiste nella provincia autonoma di Bolzano), come previsto dagli Stati analizzati nella ricerca. Questo rende il prezzo di acquisto ancora proibitivo per molti.

Allo stesso tempo la nostra infrastruttura è estremamente carente: le stazioni di ricarica sono quasi inesistenti, con una buona copertura solo in alcune regioni del nord (Lombardia, Veneto e Alto Adige). Un piano in questo senso è ostacolato anche alla mancanza di un approccio uniforme e semplificato per quanto riguarda l’installazione di tali punti di ricarica, su cui le procedure amministrative sono poco chiare. Mancano anche standard tecnici definiti per le colonnine.

Un ultimo ostacolo riguarda invece il consumatore finale. Gli automobilisti sono affetti da quella che gli esperti chiamano rangeanxiety: il timore, cioè, che l’auto elettrica non abbia un’autonomia sufficiente, richiedendo continue ricariche. Occorre quindi anche un piano informativo nazionale che spieghi chiaramente al consumatore vantaggi e performance delle auto elettriche.

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