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Australia: la nuova miniera di carbone inquinerà il doppio di Tokyo

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Il carbone estratto da una miniera di nuova costruzione in Australia emetterà 4,7 miliardi di tonnellate di CO2 nell’atmosfera. È questo l’allarme lanciato da diverse associazioni ambientaliste australiane, che mettono in guardia il governo e la comunità internazionale sulla costruzione della più grande miniera di carbone in Australia, nel Queensland. Il progetto, che prende il nome di Carmichael, è dell’azienda indiana Adani, che investirà circa 16 miliardi di dollari australiani per estrarre le 2,3 miliardi di tonnellate di carbone dal sottosuolo.

The Australian Institute, il più influente think tank australiano di area progressista, ha pubblicato pochi giorni fa uno studio molto importante sull’impatto ambientale che la nuova miniera di carbone potrebbe avere sull’atmosfera di tutto il pianeta. Il carbone, estratto a un ritmo di 60 milioni di tonnellate all’anno, una volta utilizzato produrrà circa 4,7 miliardi di tonnellate di carbonio (circa 79 milioni ogni anno): si tratta di una cifra astronomica. Per fare un confronto, il think tank paragona il livello di queste emissioni con alcune delle città più inquinanti al mondo: Nuova Delhi ne produce circa un terzo; Tokyo la metà; New York il 20% in meno. Addirittura, Carmichael immetterà in atmosfera più CO2 di interi stati come la Malesia, che ne produce 75 milioni di tonnellate ogni anno, e l’Austria, con 76 milioni.

Sarebbe una devastazione ambientale senza precedenti. Per fortuna, a cercare di ostacolare il progetto ci sono fondazioni e associazioni ambientaliste che cercano di conservare l’ecosistema. La più attiva in questo senso è l’Australian Conservation Foundation (ACF), fondazione che promuove la sostenibilità ambientale.

Attraverso una serrata azione legale, l’organizzazione era già riuscita a bloccare i lavori di costruzione della miniera, approvati dal ministro dell’ambiente australiano, Greg Hunt. Ad Agosto, la Corte Federale del Paese aveva infatti bloccato l’approvazione governativa, affermando che il progetto non aveva tenuto in conto la preservazione di alcune specie di rettili in via d’estinzione: la Egernia rugosa, un tipo di scinco, e la Denisonia maculata, un serpente.




Malgrado ciò, dopo aver modificato in parte il progetto, la Adani si era vista approvare nuovamente la realizzazione della miniera dal ministro Hunt, nello scorso mese di ottobre. Gli ambientalisti sono quindi tornati all’attacco, lanciando una nuova azione legale nei confronti della Carmichael: “La miniera”, riporta il Guardian, “metterà in pericolo la Grande Barriera Corallina, incrementando il numero di imbarcazioni che attraversano l’ecosistema. Le emissioni dal carbone bruciato, poi, minacceranno i coralli accelerando l’acidificazione e l’aumento delle temperature oceaniche”.

Lunedì scorso, l’ACF ha di nuovo portato il provvedimento contestato davanti alla Corte Federale, suscitando l’ira del ministro Hunt, che ha accusato la fondazione di voler “spostare i posti di lavoro e gli altri benefici economici della miniera altrove”: “Come la IEA (l’Agenzia Internazionale per l’Energia) ha predetto più volte, la forte domanda di carbone nei mercati emergenti continuerà ad aumentare nel breve e nel lungo periodo”. Si tratta, quindi, di una questione puramente economica secondo Hunt: la difesa dell’ambiente non deve ostacolare il progresso.

Per fortuna l’AFC va avanti nella propria battaglia. “Se avremo successo con questo caso, le leggi ambientali in Australia saranno fortemente rafforzate: ecco perché si tratta di una battaglia legale storica”, ha dichiarato GeoffCousins, presidente della fondazione. Una battaglia che potrebbe inchiodare tutti i governi del mondo alle proprie responsabilità legali nei confronti dell’ambiente e di tutti i trattati anti-emissione che sono stati firmati negli ultimi anni.

Ma non solo in Australia, in tutto il mondo sono le associazioni ambientaliste a giocare il tutto per tutto per arginare i rischi di decisioni scellerate. L’ultimo esempio viene da Greenpeace che, poco tempo fa, ha annunciato l’apertura delle trattative per l’acquisto di una miniera in Germania. L’ultimo tentativo disperato per evitare un enorme danno ambientale.

(Foto)

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