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Amianto: importate 1040 tonnellate in Italia solo nel 2012

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A qualche mese di distanza dalla sentenza di Cassazione del maxiprocesso Eternit per disastro ambientale, che ha annullato per prescrizione la condanna a 18 anni per l’unico imputato, notizie come questa non possono che lasciare a bocca aperta.

Nonostante i divieti vigenti dal 1992, l’Italia ha continuato a importare ingenti quantità di amianto dall’India: solo nel 2012 le tonnellate di questo materiale pericoloso sono state 1040. La legge 257 del 27 marzo 1992, infatti, ha vietato “l’estrazione, l’importazione, l’esportazione e la commercializzazione di amianto di prodotti di o contenenti amianto”, ma l’importazione di amianto sarebbe stata confermata anche dall’Agenzia delle Dogane.

A svelare questo retroscena agghiacciante, il pm torinese Raffaele Guariniello, il magistrato che ha portato nelle aule dei tribunali i magnati dell’Eternit, il colosso nella produzione di manufatti in amianto.

Su questa vicenda, il pm ha aperto un’inchiesta esplorativa, per chiarire eventuali responsabilità nella gestione dei canali di importazione di asbesto e nell’impiego del materiale. Un ulteriore filone di indagine da affiancare a quello attuale, sui circa 2mila morti imputabili all’Eternit.

Nove senatori del Pd, guidati da Felice Casson, hanno presentato un atto di sindacato ispettivo indirizzato ai ministri dell’Ambiente e della Salute per verificare le notizie dell’importazione di amianto avvenuta tra il 2011 e il 2012.

eternit

Secondo quanto riporta Il Fatto Quotidiano, esisterebbero dei report sulle esportazioni (e conseguenti importazioni in Italia) di minerali estratti in India (Indian Minerals Yearbook 2012, disponibile dal febbraio 2014) in cui si attesta che l’Italia è stato il primo acquirente di asbesto indiano al mondo, nel periodo di riferimento. In due anni il nostro Paese avrebbe infatti importato 1040 tonnellate di fibre d’amianto per un importo di circa 26mila euro.

Ma non solo amianto dall’India. Sembra infatti che l’Italia abbia acquistato questo materiale anche dagli Stati Uniti: il “2013 Minerals Yearbook”, pubblicato dal Us Geological Surveys del governo statunitense, cita il nostro Paese infatti insieme all’India quali unici importatori di fibre d’amianto prodotte negli Usa, per circa 16mila dollari di export certificato e, sostengono i senatori Pd “tra il 2011 e il 2012 l’Italia ha importato dagli Stati Uniti d’America anche 342 manufatti contenenti asbesto”.

Secondo quanto riportato dal giornale, i senatori del Pd sarebbero venuti a conoscenza del fatto, grazie a una lettera che, il 13 gennaio scorso, l’Osservatorio nazionale amianto avrebbe indirizzato a Maurizio Sacconi e agli altri membri della commissione Lavoro del Senato. Nel testo veniva riportato lo stralcio della pubblicazione indiana e alcune note sui tre disegni di legge intorno al tema amianto e sue vittime, attualmente giacenti in Parlamento. Disegni di legge che, lamenta l’Osservatorio, “affrontano la problematica amianto solo sotto il profilo previdenziale, con alcune, minime, misure in ambito sanitario e quindi in assenza di qualsiasi previsione di prevenzione primaria, e cioè di decontaminazione, che possa quindi prevedere la possibilità di evitare future esposizioni, unico strumento attraverso il quale, unitamente alla ricerca scientifica, poter sconfiggere le patologie asbesto correlate (…). Solo evitando l’esposizione si può veramente arrestare il fenomeno epidemico, che determina la morte di più di 5000 persone l’anno, e non solo attraverso i benefici contributivi che non ridanno la salute non restituiscono la vita”.


Ma che fine ha fatto tutto questo amianto importato nel nostro Paese?

Stando a quanto afferma La Stampa, il materiale sarebbe finito in una decina di imprese e trasformato o impiegato nella produzione di diversi manufatti: dalle lastre in fibracemento, ai pannelli, alle guarnizioni per freni e frizioni negli autoveicoli.

Sembra inoltre che l’Agenzia delle Dogane non solo abbia confermato l’acquisto di amianto negli anni indicati, ma abbia anche aggiunto che le importazioni sarebbero continuate nel 2014.

Ai ministri  Galletti e Lorenzin, i senatori del Pd chiedono “per quali ragioni non siano stati fatti i dovuti controlli e l’amianto non sia stato rinviato al mittente” ma soprattutto “se non intendano prendere le dovute misure finalizzate ad eliminare l’amianto importato a spese dei suoi importatori e a determinare se, soprattutto nei porti, transitino merci contenenti amianto (che possono contaminare chiunque a qualunque titolo venga a contatto con loro), vigilando affinché simili fatti delittuosi non avvengano più”.

(Foto in evidenza: wikimedia; foto interna: sstaffs.gov.uk)

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