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Zika: rischio altissimo. Scoperti casi anche in Italia

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Inarrestabile la diffusione del virus Zika. Forte il rischio contaminazione in India. Scoperti alcuni casi anche in Italia.

Continua l’inarrestabile diffusione del virus Zika e della zanzara, Aedes Aegypti, veicolo della malattia. In queste ultime ore, l’agenzia dell’Ue per la lotta alle malattie infettive ha pubblicato gli aggiornamenti delle cartine che mostrano l’approdo delle zanzare sulle rive orientali del Mar Nero.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha avvertito che il virus può colpire anche Paesi come l’India e gli USA hanno già alzato al “Livello 1” lo stato di allerta. È la prima volta dall’emergenza del virus Ebola.

Intanto, in tutte le parti del mondo si cercano delle soluzioni concrete per fermare l’avanzata dell’insetto portatore della malattia: dalle zanzare OGM, a un ipotetico vaccino sviluppato da una ditta farmaceutica indiana, la Biotech International Limited, che ha già presentato una richiesta per il brevetto, oltre ad aver chiesto al governo indiano la possibilità di compiere esperimenti su animali ed esseri umani. “Su Zika – ha precisato Krishna Ella, a capo della compagnia farmaceutica con sede a Hyderabad – siamo probabilmente la prima società di vaccini al mondo ad avere presentato, circa nove mesi fa, una richiesta di brevetto“.

Nei giorni scorsi il ministro indiano JP Nadda ha ribadito l’importanza della prevenzione per controllare la diffusione della malattia. Il punto di partenza è una maggiore sensibilizzazione e consapevolezza della comunità. Prevenzione e controllo si basano soprattutto sulla risoluzione del problema alla base, ovvero la bonifica o la rimozione dei fattori che favoriscono la proliferazione delle zanzare.

In tal senso, è importantissimo svuotare e pulire i contenitori nei quali è presente acqua, come secchi, vasi o pneumatici, in modo che le zanzare non trovino luoghi idonei nei quali riprodursi.

E in questi giorni, in cui i media parlano di casi di virus Zika presenti anche in Italia, si palesa dinanzi agli esperti una triste possibilità: che tra le probabili cause che avrebbero portato all’esplosione della malattia ci sia la mano dell’uomo e le sue frequenti incursioni in territori incontaminati.




Secondo la professoressa Amy Vittor, esperta di malattie trasmesse dagli insetti presso l’Emerging Patogens Institute dell’Università della Florida, la nascita e la diffusione del virus sarebbe “assolutamente” collegata con il degrado ambientale “nel senso più ampio“. Queste malattie, spiega, rimangono all’interno di un “ciclo chiuso di animali e zanzare” fino a quando non si verificano insistenti incursioni di persone che entrano nelle foreste per tagliare e abbattere gli alberi.

Secondo la docente, la deforestazione a scopi agricoli e la ricrescita della bassa vegetazione nelle aree in cui sono stati effettuati gli abbattimenti aiutano la creazione di un ambiente molto accogliente per gli insetti, veicolo di malattie, che prima abitavano indisturbati le aree incontaminate.

Non solo. Il dottor Allison Gottwalt del Dipartimento di Epidemiologia e Biostatistica della George Washington University descrive l’abbattimento delle foreste come la creazione di “condizioni ideali che consentono ai vettori delle malattie infettive di riprodursi e diffondersi”.

Ma ancora non è tutto. L’ATCC, la prima organizzazione globale in risorse di materiale e norme biologici (la cui missione è volta ad acquisizione, autenticazione, produzione, conservazione, sviluppo e distribuzione dei microrganismi standard di riferimento, linee cellulari e altri materiali), che rifornisce i principali ricercatori e scienziati del mondo accademico, del governo e l’industria privata, ha messo in vendita, su internet, il Virus Zika, depositato da J. Casals, Rockefeller Foundation ed acquistabile a “soli” 599 euro!

(Foto)

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