Home Alimentazione Biologica Zika, allarme Oms ” Il virus si sta diffondendo in modo esplosivo”

Zika, allarme Oms ” Il virus si sta diffondendo in modo esplosivo”

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Virus Zika: come si manifesta e quali sono le conseguenze di un virus silenzioso che rischia di aumentare i casi di microcefalia tra i neonati.

Preoccupano sempre di più la velocità di diffusione e le possibili conseguenze sul feto del virus Zika, la malattia trasmessa attraverso le punture di zanzare e arrivata in Brasile nel maggio del 2015.

All’inizio, la situazione non sembrava particolarmente allarmante: fino a ottobre, solo un quinto delle persone colpite si ammalava, presentando sintomi di lieve entità. Ora, però, si teme una diffusione sempre più rapida (ha ormai raggiunto altri 17 paesi delle Americhe) ed effetti sulla salute ancora più pericolosi.

Tanto pericolosi che  il 15 gennaio scorso i Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (Cdc) negli Stati Uniti hanno consigliato alle donne incinte di non andare nei paesi in cui ci sono focolai d’infezione: si ritiene, infatti, che il virus possa essere collegato a casi di microcefalia nei feti.

Trasmissione e sintomi

La febbre di Zika è una malattia virale trasmessa da una zanzara del genere Aedes, la stessa responsabile di dengue e chikungunya.

L’Infezione da virus Zika si presenta con un quadro clinico moderato:

  • febbricola
  • eruzioni cutanee che partono dal volto e si diffondono al resto del corpo
  • dolori articolari, in particolare alle mani e ai piedi
  • dolori muscolari
  • mal di testa

I sintomi compaiono solitamente dopo un periodo di incubazione che va dai 3 ai 12 giorni dalla puntura di una zanzara infetta e possono durare da 2 a 7 giorni; la malattia raramente richiede il ricovero ospedaliero.

Il virus, per cui attualmente non esiste un vaccino, è stato isolato per la prima volta nel 1947 in una scimmia della foresta di Zika, in Uganda. Fino al suo arrivo in Brasile, non aveva generato grossi problemi, provocando solo piccole epidemie sporadiche in alcune regioni africane e del sudest asiatico.

Appena arrivato nell’America Meridionale, invece, per ragioni ancora sconosciute, si è diffuso a macchia d’olio, contagiando circa un milione e mezzo di persone.

Aumento di casi di microcefalia

A dicembre,  i medici del Pernambuco hanno notato un insolito numero di casi di microcefalia tra i neonati, una malformazione neurologica che comporta una crescita ridotta del volume del cervello e della circonferenza cranica, con possibili danni neurologici anche gravi. In meno di un anno, i casi di microcefalia sono stati più di 4mila, mentre tra il 2009 e il 2014 erano in media meno di duecento all’anno. I casi non sembravano rapportabili a nessuna delle cause note del disturbo, come anomalie genetiche, alcol o rosolia.

Poi, a metà gennaio, gli scienziati dei Cdc si sono accorti che in quattro casi il virus era presente in feti o neonati con microcefalia morti in utero o poco dopo la nascita. Alcuni ricercatori brasiliani l’avevano già trovato nel liquido amniotico di donne con feti microcefali. Per ora non ci sono prove scientifiche consistenti e definitive che diano la certezza di un legame tra questo virus e la microcefalia, ma il rischio è presente.




Voglio essere chiara: la relazione fra il virus Zika e le malformazioni non è stata ancora stabilita“, ha dichiarato Margaret Chan, direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ma questa relazione “è altamente sospettata“. Dalle autorità sanitarie del Salvador è arrivato l’allarme più drastico, con la richiesta di rinviare di ben due anni eventuali gravidanze. Stessa cosa in Colombia, dove ci si limita a consigliare di aspettare fino a luglio prima di concepire un figlio.

Al momento diventa difficile riuscire a isolare il virus, visto che i test per individuarlo, funzionano solo durante la fase infettiva, che dura pochi giorni, e spesso la malattia è confusa con altri tipi di febbre. Dati più solidi emergeranno dagli studi prospettici avviati di recente, che seguono le donne incinte in Brasile.

La diffusione del virus rende sempre più urgente eliminare le zanzare che lo trasmettono, principalmente l’Aedes aegypti, e sembra anche la Aedes albopictus (zanzara tigre).

A dicembre il Brasile ha dichiarato lo stato d’emergenza sanitaria e ha rimosso gli ostacoli burocratici per l’acquisto di materiali come gli insetticidi e le attrezzature per gli operatori sanitari. Disposto inoltre l’impiego dell’esercito per aiutare i 310mila operatori occupati nella disinfestazione dalle zanzare.

Il trattamento dell’infezione consiste soprattutto nell’alleviare il dolore, la febbre e qualsiasi altro sintomo che causa disagio al paziente.

A oggi non sono noti casi di pazienti morti a causa del virus Zika, proprio perché i sintomi causati dalla malattia sono quasi sempre blandi e passano entro pochi giorni. Non essendoci cura o vaccino, il modo migliore per arginare la diffusione del virus è ridurre le possibilità di contagio, tenendo soprattutto sotto controllo le popolazioni di zanzare.

Lunedì si riunirà un comitato di emergenza dell’Oms per determinare se Zika costituisca un’emergenza sanitaria di portata internazionale.

(Foto)