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Vitamina D e artrite reumatoide: ecco perché sono connesse

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artrite reumatoide
artrite reumatoide

Milioni di persone soffrono degli effetti dolorosi e inabilitanti dell’artrite reumatoide. Le cause che portano a questa malattia non sono ancora del tutto chiare, ma diversi studi hanno trovato dei collegamenti tra valori bassi di vitamina D e insorgenza della malattia.

L’artrite reumatoide è un tipo di malattia che causa un’infiammazione in alcune parti del corpo, soprattutto nelle articolazioni. È stata classificata come una malattia autoimmune, la cui infiammazione cronica delle articolazioni, nel corso del tempo, può portare a dolori forti, danni alle parti colpite e deformazioni.

La vitamina D è un elemento essenziale per la buona salute del nostro organismo: svolge un ruolo importante per il funzionamento dei muscoli, del cuore, del cervello. Carenze di questa vitamina possono portare a malattie anche gravi, come malattie cardiache, demenza e anche artrite reumatoide.

Oggi vedremo due studi in particolare che collegano la carenza di Vitamina D a una più alta incidenza di casi di artrite reumatoide.

Il primo studio è stato pubblicato sulla rivista Rheumatology. I risultati delle ricerche condotte hanno portato in questo caso a ipotizzare che i livelli di vitamina D sono significativamente associati con l’attività della malattia, i livelli di citochine infiammatorie (piccole proteine), e la perdita di tessuto osseo nei pazienti affetti da artrite reumatoide.

Secondo lo studio, sembra che la carenza di vitamina D sia molto frequente nei pazienti affetti da questa malattia e, in più, sembra che possa essere direttamente collegata alla gravità del disturbo.


Scienziati, medici e ricercatori non sono riusciti a trovare una risposta definitiva sul motivo per cui la vitamina D svolga un ruolo così importante nel corpo, la cosa certa è che gravi carenze possono comportare gravi problematiche, peggiorando anche la condizione dell’ artrite reumatoide.

Il secondo studio è stato condotto dai ricercatori della Boston University e pubblicato sulla rivista Environmental Health Perspectives.

I ricercatori sono partiti dall’assunto che la vitamina D è prodotta naturalmente dal nostro corpo quando i raggi UV del sole colpiscono la nostra pelle. Una cosa direttamente collegata al fatto che le persone che vivono in climi più caldi sono maggiormente esposte al sole e produrrebbero più vitamina D.

Così, gli studiosi dell’Università di Boston hanno notato che la percentuale di persone che soffrono dei sintomi dell’artrite reumatoide è concentrata soprattutto nella parte nord-orientale degli Stati Uniti, dove appunto è meno esposta al sole rispetto ad altre parti del paese.

Ma come aumentare quindi il quantitativo di vitamina D nel corpo, prevenendo le malattie che possono derivarne?

La prima risposta a questa domanda, la più immediata, è quella di aumentare il tempo di esposizione al sole, ovviamente con le opportune precauzioni.

Anche assumere dei supplementi potrebbe aiutare. L’importante è non farlo mai di testa propria, senza il parere di un esperto.

Buone fonti alimentari di vitamina D sono il pesce e gli oli che esso contiene, le uova, le verdure a foglia verde. Secondo una ricerca condotta qualche anno fa, sembra sia possibile fare il pieno di vitamina D anche con i funghi: basterebbe esporli per 60 minuti al sole prima di consumarli, per fare in modo che essi si arricchiscano di questo componente essenziale. Potete approfondire l’argomento qui: http://ambientebio.it/i-funghi-potenti-integratori-di-vitamina-d-e-non-solo/

(Foto: greathealthnaturally)

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