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Vaccini e rischio autismo: sentenza storica stabilisce indennizzo a un bambino di 9 anni

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L’esistenza o meno di un legame tra vaccini e autismo è un tema su cui si dibatte ormai da diverso tempo, ma la sentenza emessa dal Tribunale del Lavoro di Milano ha riacceso in maniera ancora più violenta lo scontro.

Il giudice di Milano che ha emesso il verdetto il 23 settembre scorso, infatti, ha stabilito un indennizzo, consistente in un assegno bimestrale da corrispondere per tutta la vita, a un bimbo affetto da autismo, a cui nel 2006 fu iniettato il vaccino esavalente prodotto dalla multinazionale GlaxoSmithKline. Secondo il giudice sarebbe “acclarata la sussistenza del nesso causale tra tale vaccinazione e la malattia”.

Il vaccino in questione viene in genere somministrato durante il primo anno di vita dalle Asl italiane, (con tre iniezioni all’età di tre, cinque e undici mesi) per proteggere i bambini da sei malattie: difterite, tetano, poliomelite, epatite b, haemophilus b e pertosse.

Il Ministero ha però comunicato di “aver proposto, per il tramite dell’Avvocatura Distrettuale dello Stato, tempestivamente appello avverso la predetta sentenza dinanzi alla Corte di appello di Milano”.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Repubblica, che cita la perizia del medico legale Alberto Tornatore nominato dal Tribunale: “È probabile che il disturbo autistico del piccolo sia stato concausato, sulla base di un polimorfismo che lo ha reso suscettibile alla tossicità di uno o più ingredienti (o inquinanti), dal vaccino Infanrix Hexa Sk”.

Il perito farebbe notare anche il criterio cronologico, ovvero “la stretta successione temporale tra la presenza della malattia e le iniezioni del vaccino”.

Sempre stando a quanto stilato nella relazione dal medico legale e riportato dal quotidiano,  si farebbe riferimento a “un poderoso documento riservato della GlaxoSmithKline” sui “cosiddetti side effects del vaccino Infanrix Hexa Sk emersi nel corso della sperimentazione clinica pre-autorizzazione o successivamente, fra l’ottobre 2009 e lo stesso mese 2011″. In particolare  –  come scrive il perito  –  ci sarebbero “cinque casi di autismo segnalati durante i trial, ma rimasti unlisted, ossia omessi dall’elenco degli effetti avversi sottoposto alle autorità sanitarie per l’autorizzazione al commercio”.

E ancora, si apprende che il vaccino “mostra una specifica idoneità lesiva per il disturbo autistico, la cui portata, teoricamente piccola se calcolata sui dati della sperimentazione clinica pre-autorizzazione – spiegherebbe solo il 2-5% dei casi di malattia – è in realtà sottostimata per l’esistenza – recentemente confermata dall’autorità sanitaria australiana – di lotti del vaccino contenenti un disinfettante a base di mercurio, oggi ufficialmente bandito per via della comprovata neurotossicità, in concentrazioni tali da eccedere largamente i livelli massimi raccomandati per lattanti del peso di pochi chili”.

Prima di rivolgersi al giudice, la famiglia del bambino, il cui autismo è stato diagnosticato nel 2010, aveva presentato nel 2011 una domanda di indennizzo al ministero. A seguito del respingimento della domanda, la famiglia aveva deciso di intentare causa.

Ora, a seguito della sentenza emessa dal Tribunale di Milano, il bambino riceverà un assegno di indennizzo bimestrale il cui importo sarà calcolato a partire da una base di 1.683 euro, più un indennizzo una tantum.

Come evidenziato da Il Fatto Quotidiano, già nel 2012 alcuni lotti di Infanrix Hexa erano stati ritirati in diciannove Paesi per il rischio di “contaminazione batterica pericolosa”. Tra i Paesi non compariva però l’Italia, cosa che è stata spiegata dal ministero con il fatto che “i lotti non sono commercializzati da noi”, e dall’azienda produttrice del farmaco che il ritiro era stato puramente “precauzionale”.

L’esistenza di un legame tra vaccino e autismo è un fatto che sta interessando e accendendo gli animi di tutta la comunità Internazionale. Da una parte c’è la comunità scientifica che giudica assurdo e fuorviante il presunto nesso causale. Dall’altro, invece, c’è la battaglia portata avanti dai genitori dei bambini affetti dalla sindrome autistica.

A marzo la procura di Trani ha avviato un’indagine conoscitiva dopo la denuncia dei genitori di due bambini ai quali è stata diagnosticata dai medici una sindrome autistica. Spostandoci invece sul vaccino anti meningite, pochi giorni fa una sessantina di famiglie hanno fatto causa dopo che sono state trovate tracce di ossido di ferro nel farmaco Meningitec prodotto da Neuron Biotech.

Sul campo internazionale, anche Jim Carrey e la sua compagna Jenny McCarthy sono diventati sostenitori della lotta contro la politica dei vaccini, da quando al loro figlio Evan è stata diagnosticata la malattia. In particolare, la loro battaglia si concentra sul vaccino MMR (Vaccinazione contro morbillo, orecchioni e rosolia). Dal canto suo, Carrey rimane comunque un “moderato” perché non ritiene che tutti i vaccini siano dannosi e soprattutto non necessari.

(Foto: cdn3.collective-evolution)

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