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Sostanze tossiche nei capi di abbigliamento bambini. Disposto il ritiro

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Ritirati dal mercato capi di abbigliamento bambini di note marche, perché contenenti concentrazioni oltre il massimo di sicurezza di cromo esavalente e trivalente.

Nei giorni scorsi il Ministero della Salute ha disposto il ritiro dal mercato di alcuni capi di abbigliamento bambini con componenti di pelliccia animale. I capi sono stati classificati come “prodotti pericolosi”.

La disposizione arriva a seguito della valutazione del rischio effettuata dall’Istituto Superiore di Sanità, in seguito alla nostra denuncia frutto dell’indagine Toxic Fur 2  svolta nel 2014, dalla Lav, la Lega antivivisezione.

Durante l’indagine, ricordiamo, la Lav aveva dimostrato la presenza di sostanze chimiche pericolose nelle componenti di pelliccia animale di alcuni campioni di prodotti moda per bambini.

Così, il Ministero della Salute ha disposto il ritiro dal mercato del piumino con cappuccio in pelliccia di coniglio, marca Blumarine baby (codice: 357PN11 69661 COL.22616 CLG: 387 152 727 515) e della coperta in pelliccia di agnello, marca Christ per la culla dei neonati, classificati come “prodotti pericolosi”.

Come si apprende dagli organi di stampa, i test ufficiali condotti su due campioni sequestrati dai Carabinieri del Nas, “hanno rilevato elevatissimi livelli di Cromo esavalente per il prodotto Blumarine baby (rispettivamente 37,3 mg/kg e 27,1mg/kg, contro il livello massimo di sicurezza di 3 mg/kg previsto dal Regolamento UE 301/2014)”.

Il Cromo esavalente, oltre a essere una sostanza cancerogena, può causare reazioni allergiche in soggetti sensibili.

Ma non solo Cromo esavalente. Sembra che alle analisi il capo Blumarine baby abbia fatto registrare una “elevata concentrazione di Cromo Trivalente (assorbibile tramite sudore), 168mg/kg contro i 18mg/kg raccomandati dall’ISS per evitare l’insorgere di effetti sensibilizzanti della cute“.




Anche per la coperta per neonati, interamente composta da pelliccia di si sono registrati preoccupanti valori di Cromo trivalente, 35mg/kg.

Simone Pavesi, responsabile Lav Moda Etica ha così commentato il ritiro disposto dal dicastero: “Il ministero della Salute deve necessariamente prendere atto, come già ha dichiarato la stessa Direzione generale della prevenzione sanitaria che ha disposto il ritiro dal mercato di questi prodotti, che i processi produttivi caratterizzanti le pellicce difficilmente risultano standardizzabili e pertanto, ogni singolo prodotto di pellicceria può contenere sostanze chimiche tossiche e cancerogene, utilizzate in fase di concia, e in concentrazioni anche potenzialmente pericolose per la salute del consumatore, tanto più se questo è in tenera età. È pertanto doveroso, nell’interesse dei cittadini e per le fasce più a rischio, disporre il definitivo divieto di vendita di prodotti di pellicceria“.

Ma la LAV non è stata la sola a effettuare indagini sul rischio tossicità nei capi di abbigliamento bambini.

Subito dopo l’indagine Toxic Fur 2, infatti, anche l’associazione danese Anima ha effettuato le sue analisi, scoprendo la presenza di contaminanti quali cromo esavalente, formaldeide e altre sostanze tossiche e cancerogene in indumenti moda bimbo.

Occhi aperti allora per l’abbigliamento bambini e oltre che scegliere con attenzione, cercando di evitare sostanze tossiche, scegliete anche col cuore, optando per capi cruelty-free.

(Foto campagna Lav)

  • carla

    ridicoli…… in giro c e merce tutta cinese o altro tutto pieno. nessuno la ritira…… ma per favore……