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Scoperto nuovo ceppo di Escherichia Coli: resiste a tutti gli antibiotici

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Un gruppo di ricercatori cinesi ha scoperto un nuovo ceppo di Escherichia Coli: è ancora più resistente agli antibiotici e capace di propagarsi velocemente.

I batteri stanno vincendo la loro battaglia. La resistenza agli antibiotici è un problema sempre più pressante, in costante aumento in tutta Europa.

Il rapporto annuale del Sistema europeo di sorveglianza dell’antibiotico-resistenza (Earss) conferma l’allarmante perdita di efficacia degli antibiotici, nel trattamento di questi batteri. Una questione che, secondo l’Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), è tra le più grandi minacce nell’ambito delle malattie infettive.

I sistemi di sorveglianza dell’Earss  monitorano costantemente la risposta di alcuni patogeni, in particolare: Streptococcus pneumoniae, Staphylococcus aureus,Enterococcus faecalis, Enterococcus faecium, Escherichia coli, Klebisiella pneumonia e Pseudomonas aeruginosa.

A destare la preoccupazione degli scienziati, in quest’ultimo periodo, è la scoperta di un nuovo ceppo di E. Coli immune alla colistina.

In generale, la sensibilità dell’E. coli ad aminopenicilline, fluorochinoloni, cefalosporine di terza generazione e aminoglicosidi è in diminuzione in quasi tutti i Paesi. In particolare, in Europa risulta allarmante il crescente livello di resistenza ai fluorochinoloni.
Sembra che le più elevate proporzioni di resistenza si segnalano per le aminopenicilline, con livelli compresi tra 28% e 88%.

Ora, però, un gruppo di ricercatori cinese ha scoperto un nuovo gene, denominato MCR-1, che rende l’E. coli immune alla colistina, la classe di antibiotici ampiamente utilizzati come trattamento di ultima istanza contro le infezioni batteriche resistenti ai multi-farmaco negli esseri umani.




Sembra che questo nuovo ceppo di batteri resistenti agli antibiotici sia stato trovavo nel bestiame cinese e anche in alcuni campioni umani. Secondo alcuni, questo ceppo testardi di Escherichia Coli si starebbe diffondendo in maniera molto rapida.

La resistenza agli antibiotici sta diventando un problema sempre più grave, con cui è difficile rimanere al passo. E l’industria degli allevamenti intensivi sta esacerbando il problema attraverso l’uso indiscriminato di antibiotici dati al bestiame, come la colistina, per scoraggiare le malattie e promuovere la crescita.

E l’Italia non è esente da questo problema, visto che il nostro Paese risulta essere la prima nazione in Europa per consumo in milligrammi/chilo di antibiotici negli animali.

È una situazione che non può più andare oltre: è necessario prendere provvedimenti severi, affinché non ci si riduca ad avere malattie ancora più difficili da debellare.

Nel corso degli anni, l’uomo ha trovato sempre nuove soluzioni per affrontare la piaga delle malattie infettive. Purtroppo, però, assieme alle soluzioni sono cresciuti anche gli interessi e la cecità. Ora, infatti, complici gli allevamenti intensivi e l’assenza di scrupoli, ci troviamo dinanzi a batteri più forti di prima. Più antibiotici usiamo, più i batteri diventano forti: ci stanno superando in evoluzione e astuzia. Come appunto, l’Escherichia Coli. Speriamo di non vedere mai il giorno in cui dovremo pentirci amaramente delle scelte scellerate che l’umanità ha fatto.

(Foto: NIAID)

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