Home Alimentazione Biologica Salmone geneticamente modificato sulle tavole Usa. È davvero questo il progresso?

Salmone geneticamente modificato sulle tavole Usa. È davvero questo il progresso?

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Non finiremo mai di stupirci! Dopo l’allevamento di carne di animali clonati, arriva sulle tavole il salmone geneticamente modificato.

Presto i piatti dei consumatori potrebbero essere invasi da mostri, degni delle menti più fantasiose, senza che nemmeno se ne accorgano! Di scenari del genere, il cinema, i fumetti e i libri ne sono veramente pieni. A quanto pare, in alcuni casi, la realtà può veramente raggiungere la fantasia.

Le tavole degli americani sono infatti pronte a ospitare il supersalmone Biotech, il primo pesce geneticamente modificato che sarà messo in vendita nei supermercati.

Secondo quanto riferito dall’Agenzia federale di regolamentazione dei farmaci e l’alimentazione, la Food and drug administration (Fda): “In base ai test scientifici forniti, il salmone AquAdvantage soddisfa i requisiti normativi” ed è “adatto al consumo“.

Il salmone geneticamente modificato è un prodotto della società AquaBounty Technologies di Boston. Il pesce è un salmone Atlantico a cui è stato iniettato un gene del salmone Chinook del Pacifico. La mutazione genetica è finalizzata ad aumentarne in velocità la crescita, consentendogli di  raggiunge le dimensioni di un adulto in 16/18 mesi, invece che nei consueti due anni e mezzo.

Il salmone AquAdvantage può essere allevato solo in vasche a terra chiuse, in due installazioni specifiche in Canada e a Panama, ha precisato l’Fda.

L’autorizzazione alla commercializzazione del pesce geneticamente modificato arriva nonostante le accese polemiche delle associazioni di consumatori. La paura, infatti, è che il suo consumo sia pericoloso per la salute umana e la sua esistenza minacci quella delle altre specie, qualora, ovviamente, i mostri-salmoni riescano a scappare dalle vasche in cui sono allevati. Eventualità, quest’ultima che Aquabounty esclude fermamente, affermando che, oltre la sicurezza delle vasche, le femmine di salmone sono sterili.

Ma a chi appartiene la paternità di questi salmo-Frankenstein?

La maggioranza dell’azienda che ha brevettato il salmone Ogm è della Intrexon Corporation, una società americana leader nella biologia sintetica che, nel 2013, ha salvato l’Aquabounty dalla bancarotta. E che ad ottobre di quest’anno ha ottenuto dall’Epo, l’Ufficio europeo per i brevetti, il riconoscimento di “invenzione” per gli animali transgenici.

Come riporta Repubblica, all’epoca la decisione suscitò non poche proteste da parte dell’associazione tedesca anti-ogm Testbiotech che, insieme ad altre organizzazioni, ha presentato opposizione su basi etiche, sostenendo che questo avrebbe potuto rappresentare un incentivo a portare avanti esperimenti sugli animali a fini commerciali.

Secondo Aquabounty, questo scherzetto transgenico, varrà notevoli benefici all’industria del settore, visto che gli Stati Uniti importano notevoli quantitativi di salmone atlantico (più di 200.000 tonnellate all’anno per una spesa di 1,5 miliardi di dollari), principalmente da paesi come Norvegia, Canada e Cile.

Come avvenuto per la carne clonata in Cina, anche il salmone geneticamente modificato non può che lasciarci perplessi.

Secondo un’indagine Coldiretti/Ixè, in Italia, sono contrari al biotech nel piatto quasi 8 cittadini su 10 (il 76 per cento). Per Coldiretti: “Di fronte ad una escalation nell’applicazione delle biotecnologie al regno animale, con modificazioni genetiche e clonazioni, occorre intervenire tempestivamente con un adeguamento delle normative comunitarie per impedire l’importazione di questa preoccupante novità di cui non si sente certamente il bisogno. Una esigenza che è ancora più evidente alla luce del negoziato in atto sul libero scambio tra unione europea e stati uniti, il cosiddetto Ttip“.

(Foto: Yumi Kimura)

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