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Ragusa, bimbo morto dopo vaccinazione obbligatoria: aperta un’inchiesta

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Un bimbo nato ad aprile di quest’anno è morto nell’ospedale “Maria Paternò Arezzo” di Ragusa, in Sicilia, la mattina di sabato 27 giugno. Secondo quanto si apprende dai comunicati e dalle notizie diffuse da giornali e agenzie di stampa, il piccolo sarebbe stato ricoverato dai genitori in seguito a un malore improvviso, manifestatosi dopo la somministrazione di una vaccinazione obbligatoria.

È ancora presto per stabilire le responsabilità della vicenda, ma intanto la Procura di Ragusa ha aperto un’inchiesta in seguito alla denuncia dei genitori, per vederci chiaro. E spiega in una nota che le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Valentina Botti, sono “mirate a stabilire con certezza le cause della morte del bimbo, al fine di far luce su eventuali responsabilità di colpa medica da parte dello staff dell’ospedale o del personale dell’Asp di Ragusa che ha provveduto alla somministrazione dei vaccini, cui apparentemente sembrerebbe essere stato conseguente il decesso”. Le persone iscritte nel registro degli indagati, come atto dovuto della Procura, sarebbero 12.

La dinamica dei fatti è descritta in una nota dell’Asp (Azienda sanitaria provinciale) di Ragusa: “All’atto del ricovero il piccolo presentava condizioni gravi, con diagnosi precedente di «malformazione cardiaca congenita»”. I responsabili dell’Asp precisano poi che il piccolo era nato prematuro. “Approntate immediatamente le cure del caso” – prosegue la nota – “il bambino era stato trasferito nella divisione di neonatologia e Utin (Unità Terapia Intensiva Neonatale) e, nonostante le cure costantemente prestate alle 6.45 di sabato scorso si è registrato il decesso del neonato”. La stessa Asp ha messo in campo un’indagine interna per delineare con precisione gli eventi.

I magistrati hanno disposto l’autopsia sul piccolo in data giovedì 2 luglio, ma i risultati non sono ancora stati resi noti al pubblico. Intanto, i carabinieri hanno sequestrato la cartella clinica presso l’ospedale e stanno indagando su un’ipotesi di reato molto grave, se confermata: omicidio colposo.


In seguito a questo evento drammatico, l’assessore regionale alla Salute Lucia Borsellino ha rassegnato le proprie dimissioni dall’incarico, spiegandone le ragioni:

Prevalenti ragioni di ordine etico e morale e quindi personale, sempre più inconciliabili con la prosecuzione del mio mandato, mi spingono a questa decisione. Vari, purtroppo, sono stati gli accadimenti che hanno aggredito la credibilità dell’istituzione sanitaria che sono stata chiamata a rappresentare e, quindi, della mia persona”.

Nel frattempo, Adnkronos Salute ha diffuso l’informazione, proveniente da una segnalazione inserita sul portale dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) dal direttore del servizio vaccinazioni dell’Asp di Ragusa, nella quale si dichiara la non correlazione del decesso del bimbo con la somministrazione della vaccinazione, per una questione temporale.

L’episodio porta comunque a riflettere. Quella dei vaccini obbligatori è una questione che ha acceso e continua ad accendere gli animi di sostenitori e contrari. Accanto a chi sostiene la necessità della pratica, c’è chi afferma invece la pericolosità di farmaci che potrebbero essere collegati a casi di autismo.

Non dimentichiamo, ad esempio, il caso del novembre 2014, in cui il Tribunale del Lavoro di Milano ha stabilito un indennizzo, consistente in un assegno bimestrale da corrispondere per tutta la vita, a un bimbo affetto da autismo, a cui nel 2006 fu iniettato il vaccino esavalente prodotto dalla multinazionale GlaxoSmithKline.

(Foto: NIAID)

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