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Piombo nell’acqua dei rubinetti: nuovi limiti e rischi per gli edifici più vecchi

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Dal 26 dicembre è scattato in Italia il nuovo limite per il piombo ammesso nell’acqua potabile: da 25 a 10 microgrammi per litro. Oltre la metà in meno della quantità tollerata prima della scadenza.

Il limite è previsto dal decreto legislativo 31/2001, consultabile a questo link.

Nel testo si legge che i valori di parametro fissati devono essere rispettati:

a) per le acque fornite attraverso una rete di distribuzione, nel punto in cui queste fuoriescono dai rubinetti utilizzati per il consumo umano;
b) per le acque fornite da una cisterna, nel punto in cui fuoriescono dalla cisterna;
c) per le acque confezionate in bottiglie o contenitori, rese disponibili per il consumo umano, nel punto in cui sono imbottigliate o introdotte nei contenitori;
d) per le acque utilizzate nelle imprese alimentari, nel punto in cui sono utilizzate nell’impresa.

Nella nota 4 del decreto, si legge che il valore di 10 microgrammi per litro “deve essere soddisfatto al più tardi entro il 25 dicembre 2013. Il valore di parametro del piombo nel periodo compreso tra il 25 dicembre 2003 ed il 25 dicembre 2013 è pari a 25 µg/l”.

Un limite che in realtà era già stato previsto da una direttiva europea del 1998, ma che l’Italia non ha potuto applicare da subito, disponendo una fase di transizione (abbastanza lunga), per consentire un adeguamento graduale di tutti gli edifici, siano essi pubblici, o privati.

Qual è la situazione nelle case italiane?

Abbiamo già visto, in un precedente articolo, come gli acquedotti pubblici in Italia siano costruiti in prevalenza in cemento e amianto. Ma cosa dire del piombo?

Vediamo che risposta fornisce a Wired Emilio Molinari, del Contratto Mondiale dell’Acqua: “Nelle grandi città e nelle nuove edificazioni non esiste il problema piombo. Solo i vecchi impianti dei vecchi stabili di inizio secolo, o dell’immediato dopo guerra, possono avere problemi”.

Città come Milano, spiega Molinari, non hanno problemi, ma ci sono altre zone d’Italia, dove l’acqua del rubinetto presenta comunque dei rischi.

acqua del rubinetto

Non finisce qui. Una nota informativa, divulgata dall’Istituto Superiore di Sanità, citerebbe il caso della Toscana, e in particolare di Firenze, dove si stima che circa il 30% degli edifici sia a rischio, e dove è stato rilevato un superamento del nuovo valore previsto dalla normativa su circa il 5% di campioni analizzati.

In particolare si legge: “Nel caso del piombo, livelli superiori ai valori soglia sono spesso registrati in tubazioni zincate e sono presumibilmente riconducibili a cessioni dello stesso impianto di distribuzione, in cui il piombo è utilizzato in lega per favorire interventi di saldatura. Nei centri storici di alcune città è stata riscontrata la presenza di condutture in piombo all’interno degli edifici”.

Il Fatto Quotidiano riporta invece le parole di Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente che spiega il perché di tutto questo ritardo nell’adeguamento ai valori europei: “Non è stato possibile adeguarsi da subito ai limiti imposti dall’Europa perché sarebbero stati troppi i soldi da spendere per mettersi in regola, così si è deciso per una fase di transizione, in modo da consentire un passaggio graduale. Da quel che sappiamo ci sono degli edifici fuori norma, ma si tratta di situazioni locali abbastanza limitate. In molti casi sono stati fatti lavori di adeguamento nelle strutture pubbliche”.

Le Asl possono intervenire e obbligare a un intervento in caso di edifici pubblici, anche se non è chiaro quali sanzioni siano state disposte. Il problema rimane per i privati, che dovranno far controllare l’acqua del proprio edificio e, se saranno riscontrati valori fuori norma, adeguarsi ai nuovi limiti imposti dalla legge.

Ma chi paga? Nel decreto non è chiaro. Secondo quanto affermato da Il Fatto Quotidiano, dovranno essere i singoli cittadini a preoccuparsi e a pagare per l’eventuale messa a norma delle tubature delle abitazioni.



Effetti del piombo per l’uomo

Ricordiamo che una quantità eccessiva di piombo immessa nel corpo per mezzo di acqua potabile, o altre fonti, può causare gravi problemi alla salute. Può portare danni al cervello e ai reni e interferire con la produzione dei globuli rossi che trasportano ossigeno in tutto il corpo.

Il rischio maggiore dell’esposizione al piombo è per i neonati, i bambini piccoli e le donne incinte. Secondo il recente allarme dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, quantità eccessive di piombo possono causare anche ritardi nello sviluppo neurologico dei bambini.

Cosa possiamo fare per avere la certezza di ciò che è contenuto nell’acqua del nostro rubinetto?Per Milano e provincia, in allegato alla bolletta dell’acqua, arriva sempre a casa anche la scheda con i parametri della zona”, afferma Molinari, ma se la nostra società di gestione non lo fa, è sufficiente telefonare e “pretendere di avere i parametri dell’acqua che beviamo: è una prassi da rivendicare ovunque con le società di gestione”. Per i costi della messa a norma o delle eventuali sanzioni “non vi è certezza”.

(Foto: immagine in evidenza Don DeBold, immagine interna Gabriel Rocha)