Home Alimentazione Biologica Pesticidi negli alimenti: quali i rischi nel mercato Europeo

Pesticidi negli alimenti: quali i rischi nel mercato Europeo

440
0
CONDIVIDI

In Europa, circa il 97,4% dei campioni di alimenti valutati dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) contiene livelli di residui di pesticidi che rientrano nei limiti di legge, con poco meno del 55% dei campioni privo di tracce rilevabili di tali sostanze chimiche.

Sono questi i dati della relazione annuale dell’EFSA per il 2013 sui residui di pesticidi negli alimenti, comprendente i risultati per quasi 81mila campioni di alimenti provenienti da 27 Stati membri dell’UE, Islanda e Norvegia.

In Italia, il 99,7% dei prodotti  è nella norma. Secondo l‘Efsa, i dati sono incoraggianti, visto che la percentuale di campioni che superano i limiti fissati dalla legge è diminuita per tutti i prodotti esaminati: mele, cavolo cappuccio, porro, lattuga, pesche, segale o avena, fragole, pomodori, latte vaccino, carne di maiale e vino.


I 29 Paesi relatori hanno eseguito due programmi di monitoraggio ai fini della relazione: uno nazionale, progettato da ciascun paese, e un programma coordinato a livello UE. I risultati principali sono stati:
il 97,4% dei campioni rientrava nei limiti di legge;
il 54,6% era privo di residui rilevabili;
l’1,5% superava nettamente i limiti di legge;
Residui di più di un pesticida (residui multipli) sono stati rilevati nel 27,3% dei campioni.
Rimangono comunque ancora i rischi derivanti dai prodotti importati.
Sono varie, infatti, le materie prime che arrivano da Paesi extracomunitari che non applicano gli stessi controlli sull’utilizzo di pesticidi che valgono per l’Europa. Il pericolo riguarda soprattutto gli alimenti che vengono utilizzati come materia prima per la realizzazione di altri preparati, ma non solo.
Come riporta Il Fatto Alimentare, nella settimana n°20 del 2015 le segnalazioni diffuse dal Sistema rapido di allerta europeo per alimenti e mangimi (Rasff) sono state 43 (7 quelle inviate dal Ministero della salute italiano).


Tra i prodotti distribuiti in Italia non risultano esserci allerte particolari, pur rimanendo la presenza di lotti respinti alle frontiere o oggetto di informazione. Tra questi, l’Italia ha segnalato: residui di pesticidi (clorpirifos e fenitrotion) in olive in salamoia dall’Egitto; sostanza non autorizzata (carbendazim, fungicida) in riso basmati dall’India; irradiazione non autorizzata su estratto di riso rosso dalla Cina; sostanza non autorizzata (carbaryl, pesticida) in fagioli dal Madagascar; residui di pesticida (diazinone) in olive in salamoia dall’Egitto; sostanza non autorizzata (carbendazim, fungicida) in lenticchie secche provenienti dalla Turchia; residui di pesticida (fenitrotion) olive in salamoia egiziane.
Negli ultimi anni l’opinione pubblica è diventata sempre più sensibile in merito alla qualità degli alimenti e rischi collegati.
Del resto, ultimamente, diversi studi hanno confermato i rischi collegati al consumo di alimenti con tracce di prodotti fitofarmaci. L’ultimo quello che collega i pesticidi alla diminuzione della fertilità maschile.
Prestare attenzione a ciò che si acquista ed esigere norme più restrittive nei confronti delle sostanze chimiche presenti negli alimenti è il punto di partenza per un mercato che tenga realmente conto dei bisogni e della salute dei suoi consumatori.
(Foto in evidenza: img0.etsystatic; foto interna: consciouslifenews)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.