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Olio di palma: contiene contaminanti tossici

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Altroconsumo ha analizzato latte per bebè, merendine, biscotti e patatine contenenti olio di palma. Ecco cosa ha scoperto.

Si torna ancora una volta a parlare di un tema attualissimo, che negli ultimi anni ha attirato molto l’attenzione dei consumatori, l’olio di palma.

Sono sempre di più aziende hanno deciso di abbandonare questo ingrediente scomodo, o quantomeno  garantirne la tracciabilità. E tutto grazie alla mobilitazione effettuata da diversi consumatori.

Negli ultimi giorni, Altroconsumo ha pubblicato i risultati di un’inchiesta, secondo cui nell’olio di palma raffinato sarebbero presenti alti livelli di contaminanti tossici e potenzialmente cancerogeni. E i limiti a queste sostanze verrebbero superati anche per quanto riguarda i prodotti destinati ai neonati.

Come si legge sul sito dell’associazione per la tutela dei consumatori, “la nuova soglia di sicurezza stabilita dal gruppo di esperti sui contaminanti dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare per il 3-MCPD, contaminante tossico per reni e testicoli, viene superata sempre nell’alimentazione dei lattanti nutriti esclusivamente con latti formulati“.

Come abbiamo visto in un nostro precedente articolo, non è raro che questo ingrediente sia adoperato nel latte artificiale per neonati.

Secondo Altroconsumo, le soglie di sicurezza del contaminante tossico potrebbero essere superate facilmente anche nella dieta di bambini e adolescenti. Essendo l’olio di palma un ingrediente molto comune nei prodotti alimentari confezionati, basta associare in un giorno più di una merendina, o abbinarle assieme a qualche biscotto e pacchetto di patatine per assumere un livello pericoloso di sostanze tossiche.

Come è specificato nello stesso comunicato, Altroconsumo ha già chiesto al Ministero della Salute di prendere provvedimenti per tutelare i consumatori. Come? Da un lato facendosi promotore di una regolamentazione più rigida a livello europeo e dall’altro effettuando controlli a tappeto sui prodotti a rischio.




Il consiglio dell’Associazione, per il momento, è di prediligere alimenti che contengano grassi più sani. Per fortuna, ultimamente, molte aziende hanno deciso di abbandonare l’olio di palma in favore di ingredienti migliori.

Ecco l’elenco dei prodotti analizzati durante la ricerca condotta da Altroconsumo:

Latte in formula

  • Nestlè Nidina 1 Optipro
  • Humana 1
  • Mellin 1

Biscotti 

  • Mulino Bianco Macine
  • Pavesi Gocciole
  • Saiwa Orosaiwa

Merendine 

  • Mulino Bianco Tegolino
  • Kinder Panecioc
  • Motta Buondì

Patatine 

  • San Carlo Classica
  • Fonzies gli originali
  • Pai Patatina

Nel frattempo, l’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile si è espressa sui risultati dell’analisi effettuata da Altroconsumo, definendola non attendibile. Secondo l’Unione: “L’indagine – si legge nella nota – avrebbe dovuto porre a confronto prodotti contenenti vari oli e grassi vegetali e animali, dal momento che tali sostanze si formano nella raffinazione e, in generale, nel trattamento termico di tutti gli oli e i grassi sia vegetali che animali; solo cosi si sarebbe potuto offrire un contributo obiettivo e completo, soprattutto ai consumatori”.

(Foto: oneVillage Initiative)

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