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OGM: partirà in primavera “il più grande studio mai effettuato”

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Quello degli OGM è un tema molto sentito, soprattutto in Europa, sia dai governanti, che dai cittadini informati. 50mila persone, in questi giorni, hanno sfilato a Berlino per protestare contro la potenziale diffusione di OGM collegata al TTIP (di cui abbiamo parlato diffusamente qui); negli stessi giorni, l’UE ha preso l’importante decisione di consentire agli Stati nazionali di vietare tali organismi nella legislazione di ogni singolo Paese.

Nonostante il dibattito vada avanti ormai dal 1994, anno di introduzione degli OGM nel mercato alimentare, non esiste ancora uno studio onnicomprensivo e univoco che risponda a una semplice domanda: gli OGM sono dannosi per la salute dell’uomo?

ogm_fator gmo

Un dubbio fondamentale, che potrebbe presto essere fugato definitivamente. Partirà ad aprile di quest’anno, infatti, quello che viene presentato dagli organizzatori come “il più grande studio sugli OGM mai effettuato”. Lo studio si chiama “Factor GMO” (Fattore OGM) ed è coordinato dalla NAGS, Associazione Nazionale Russa per la Sicurezza Genetica.

Lanciato nell’autunno dello scorso anno a Londra – anche se la fase preparatoria è stata avviata all’inizio del 2014 – il progetto ha già raccolto i fondi necessari per avviare la prima fase sperimentale, nella prossima primavera. L’obiettivo, però, è molto più a lungo termine: studiare gli effetti di OGM, e dei pesticidi a essi correlati, per una durata di almeno due anni, pubblicando di volta in volta scoperte e risultati raggiunti.

Verrà studiato”, spiegano gli organizzatori sul sito del progetto,“un mais GM resistente agli erbicidi, in particolare l’erbicida glifosato, utilizzato per favorire la crescita della coltura. Lo studio si svolgerà in Europa occidentale e in Russia, presso località ancora non divulgabili”.

Il comitato scientifico è composto da tre professori e ricercatori di livello internazionale, tra cui l’italiana Fiorella Belpoggi, Direttore dell’Area Ricerca e del Centro di Ricerca sul Cancro Cesare dell’Istituto Ramazzini. I membri del comitato sono stati scelti per la loro indipendenza, sia dal mondo delle biotecnologie, sia dai movimenti anti-OGM, per assicurare serietà e trasparenza dei dati forniti.


Obiettivo principale dello studio sarà quello di studiare tossicità, cancerogenicità ed effetti sulla fertilità degli OGM e dei pesticidi correlati alla loro produzione. Nel dettaglio, alla fine del processo gli scienziati si propongono di rispondere a quattro domande, elencate sul sito:

  • Gli alimenti GM (e i pesticidi associati) sono tossici a lungo termine?
  • Gli alimenti GM (e i pesticidi associati) sono cancerogeni?
  • Gli alimenti GM (e i pesticidi associati) riducono la fertilità o possono causare danni alla progenie?
  • La miscela di sostanze chimiche presenti nell’erbicida Roundup è tossica, e se lo è, più o meno del principio attivo glifosato?

Una cosa che non ci piace proprio del progetto: la sperimentazione sarà effettuata sugli animali. Saranno seimila, secondo quanto riportato dal Daily Mail, i ratti impiegati nella ricerca, a cui saranno somministrate dosi di OGM “che riflettono esposizioni reali per gli esseri umani e gli animali di allevamento”.

Gli organizzatori assicurano che “Factor OGM non ha accettato e non accetterà fondi dalle aziende produttrici di colture geneticamente modificate e di pesticidi associati”, ma per il momento non rivelano l’identità dei finanziatori “a causa di accordi contrattuali” presi con questi ultimi. Speriamo che questo non comprometta la trasparenza delle ricerche.

(Foto in evidenza: flashinthepan; foto interna: fitnuthealth)

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