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Obesità: come cambia gli impulsi del cervello rispetto alla normalità

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obesità

La dieta influenza anche il cervello e può aumentare il rischio di disturbi mentali e le malattie neurodegenerative.

Obesità e scienza: i ricercatori stanno scoprendo i dettagli di come i cibi che consumiamo influenzano le nostre voglie, i nostri stati d’animo, e anche i nostri ricordi.

Infatti per ogni individuo si iniziano a delineare le preferenze alimentari già all’interno del grembo materno. Gli studi dimostrano che se le mamme bevono ad esempio succo di carota durante la gravidanza, i neonati sono più propensi a preferire il sapore di carota.

Per vedere se questo vale per gli alimenti meno sani e per sondare quello che sta succedendo nel cervello, i ricercatori hanno rivolto i loro studi alle scimmie.

Durante la gravidanza, le madri scimmia hanno mangiato sia una dieta povera di grassi che una con un alto contenuto di grassi. Nei loro cuccioli – di età equivalente a bambini umani – che hanno avuto accesso a una dieta di cibo spazzatura, ad alto contenuto di grassi e zuccheri e relativa incidenza di obesità.

Rispetto alle scimmie cui madri mangiato una dieta sana durante la gravidanza, i cuccioli le cui madri hanno mangiato diete ricche di grassi, hanno consumato più cibo spazzatura.

Per vedere come la loro dieta prenatale aveva cambiato il loro cervello e possibilmente in modo permanente scolpito le proprie preferenze alimentari, i ricercatori hanno esaminato dei marcatori di dopamina nel cervello.

La dopamina è un neurotrasmettitore importante per la ricompensa e la motivazione, e in definitiva strettamente connessa con l’obesità e con la dipendenza da cibi ricchi di grassi.

Quando mangiamo uno dei nostri cibi preferiti, i livelli di dopamina aumentano, creando quella sensazione di piacere, provato ad esempio dagli amanti del cioccolato in tutto il mondo. (Un impulso simile accade con sostanze stupefacenti).

Nelle scimmie, le diete prenatali con alto contenuto di grassi ha portato ad una diminuzione del numero di fibre-dopamina e una diminuzione dei recettori della dopamina.

L’obesità è associata a cambiamenti significativi nel cervello.
In questa immagine, il cervello di un individuo obeso mostra meno recettori
dopaminergici di un soggetto di controllo. i livelli di dopamina bassi
possono aumentare il desiderio di cibi grassi.

Heidi Rivera, un ricercatore presso l’Oregon National Primate Research Center, sottolinea che la dieta ricca di grassi delle mamme scimmie era in realtà è “simile alla nostra dieta di tipo occidentale.” I suoi risultati portano a confermare la tesi del notevole aumento dei tassi di obesità negli adolescenti degli Stati Uniti

Lo studio di Rivera mostra ciò che si mangia durante lo sviluppo influisce su ciò che si desidera mangiare più tardi nella vita, ma Constance Harrell alla Emory University gli ha posto questa domanda: “Può ciò che si mangia, influenzare come ti senti?”

I dati di un sondaggio del 2008 ha rivelato che gli adolescenti consumano più bevande zuccherate (bibite, bevande sportive, bevande energetiche, e simili) rispetto alle persone in altre fasce di età.

Lo zucchero – in particolare sotto forma di sciroppo di fruttosio, che è ormai onnipresente in tutto, dalla soda e condimenti per insalata allo yogurt e pane – può aumentare i livelli di ormone dello stress, o cortisolo, nel cervello.

Come l’adolescenza è un momento cruciale per lo sviluppo del cervello, il consumo elevato di zucchero e il conseguente aumento di ormoni dello stress durante questo tempo può innescare problemi di salute mentale, come l’ansia e la depressione.

Per vedere se mangiare troppo zucchero influisca sulla salute mentale, Harrell ha continuato i suoi esperimenti somministrando diversi tipi di diete ai ratti ed è giunto alle stesse conclusioni, aggiungendo anche alle varie disfunzioni anche alterazioni della memoria.

La conclusione di Harrell è questa: “Penso che sia importante riconoscere ci sono potenziali impatti per una dieta ad alto fruttosio e zucchero non solo sul metabolismo, ma anche sulla mente”.

L’obesità e la memoria

È interessante notare che, soggetti adulti esaminati non hanno sofferto le stesse conseguenze di un sovraccarico di zuccheri. Il cervello adolescente in via di sviluppo sembra essere particolarmente vulnerabile al consumo elevato di zucchero. Tuttavia, la dieta in generale – in particolare il suo effetto sul peso – continua a influenzare il cervello in età avanzata.

Per esempio, alcuni studi hanno trovato un legame tra peso corporeo e le dimensioni dell’ippocampo, un’area del cervello importante per l’apprendimento e la memoria. I ricercatori in Australia hanno studiato questo link negli adulti misurando le dimensioni dell’ippocampo e confrontandola con indice di massa corporea della persona, il rapporto tra peso e altezza che viene utilizzato per determinare appunto l’obesità delle persone.

Essi hanno scoperto che, nelle persone sui sessanta anni , quelli che erano in sovrappeso o obesi (quelli con il più alto indice) avevano un ippocampo più piccolo rispetto alle persone di peso sane.

 

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