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Peta invita a boicottare gli indumenti di “angora”: in Cina i conigli sono scuoiati vivi

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Questo Natale, prima di comprare un pullover, controllate se c’è la scritta “angora”. Se così fosse, ricordatevi di quei simpatici coniglietti che sono stati scuoiati vivi per consentire la creazione di quel capo di abbigliamento. Questo in soldoni il messaggio lanciato dagli attivisti di Peta (People for the Ethical Treatment of Animals) che hanno invitato a boicottare i prodotti creati con pelliccia di coniglio d’angora, denunciando che negli allevamenti cinesi gli animali vengono scuoiati vivi.

PETA, la famosa organizzazione che si batte per i diritti degli animali, ha girato in Asia un filmato sotto copertura che mostra la terribile crudeltà con la quale i conigli d’angora vengono spogliati della loro pelliccia, utilizzata in seguito per la creazione di maglioni e accessori.

Nel video, in particolare, vengono mostrati degli allevamenti di conigli bianchi. Alcuni di questi poveri animali vengono legati a delle assi di legno, così da consentire agli operai di strappare loro il pelo mentre sono ancora vivi e, per il dolore lancinante, svuotano i loro polmoni, emettendo grida strazianti.

Dopo questo crudele rituale che i conigli, si legge sul documento della PETA, sono costretti a sopportare ogni tre mesi, molti di loro vanno in shock, giacendo immobili dentro le gabbie minuscole, sporche e senza la compagnia vitale degli altri conigli. I conigli sono animali delicati, socialmente complessi e intelligenti, con personalità individuali, proprio come cani e gatti. Nel loro habitat naturale, i conigli vivono in tane scrupolosamente pulite e passano il loro tempo a mangiare cibo fresco e a interagire con i membri della loro tana.

Nelle aziende che producono pellicce, il trattamento che gli viene riservato è dei più crudeli: durante il processo di taglio, la loro fronte e le loro zampe posteriori sono strettamente legate e l’operaio ci si siede sopra e comincia la terribile tortura. I conigli sono così traumatizzati che, cercando disperatamente di fuggire, si feriscono ancora più dolorosamente.

Coloro che sopravvivono a questo trattamento, vengono rimessi in gabbia, dove rimangono prima di essere brutalmente uccisi e venduti per le loro carni.

Secondo fonti dell’organizzazione animalista, sembra che alle aziende convenga strappare le pellicce in questo modo, perché il prodotto risulta di migliore qualità.

Prima di ciò, tutti i conigli trascorrono la loro vita solitaria in gabbie di ferro che danneggiano le loro zampe sensibili.

Così, Peta, dopo aver mostrato questo terrificante filmato, ha deciso di lanciare un appello ai consumatori per boicottare questi prodotti, frutto di pratiche disumane.

Il video è stato realizzato da un attivista del gruppo che, tra giugno e settembre, è riuscito a infiltrasi in 10 allevamenti. La metà di questi eseguiva il procedimento su animali vivi. La portavoce di Peta, Ashley Fruno, ha precisato che alcune aziende tagliano la pelliccia, altre la rasano, ma in entrambi i casi gli animali soffrono.

Le aziende riprese si trovano nella province cinesi di Jiangsu e Shandong, dove si arriva ad allevare anche migliaia di furetti.

Secondo quanto diffuso dall’organizzazione, sembra che il 90% delle pellicce di angora provenga dalla Cina, dove non esistono sanzioni per abusi sugli animali nelle aziende agricole o norme che ne disciplinano il trattamento. Quando si acquista un maglione, un cappello, o un altro prodotto che contiene angora, la pelliccia probabilmente proviene dalla Cina, anche se il prodotto finale è stato assemblato altrove.

PETA sta chiedendo ai suoi oltre 3 milioni di soci e sostenitori in tutto il mondo di far circolare il filmato attraverso i social media, in modo che gli acquirenti possano vedere che cosa significa davvero quando su un’etichetta c’è scritto “angora” e spiega che l’unico modo per essere sicuri che un indumento sia davvero cruelty-free è quello di accertarsi che sia privo di qualsiasi parte animale.

Il video delle terrificanti torture è disponibile a questo link, tuttavia ne sconsigliamo la visione, soprattutto alle persone più impressionabili.

Fonte

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(Foto: AlexSantosa)

5 COMMENTI

  1. mi chiedo: visto che per fare l’angora serve il pelo, e non la pelle, perchè dovrebbero uccidere un coniglio, e quindi non averlo più per la tosa successiva? cose se, per raccogliere le mele, abbattessi l’albero. Alzerei i costi e basta. E questo rende molto poco credibile la notizia. D’altra parte la Peta non è nuova a modificare la realtà

    • Beh non è proprio così, il discorso dell’angora è lo stesso delle altre pellicce. Vengono sempre scuoiati gli animali. E in ogni caso non ci sembra che altre notizie della Peta fossero così lontane dalla realtà dei fatti Luisa

      • l’angora non è una pelliccia, ma pelo filato, come la lana. Famosa quella di Luisa Spagnoli, a suo tempo ottenuta pettinando i conigli. Se si scuoiassero i conigli, si avrebbe poi il problema di separare la pelle dal pelo, oltre a non avere una nuova produzione al nuovo cambio di stagione.
        Quindi mi chiedevo perchè aumentare in modo esponenziale i costi. Se poi si confonde pelliccia e lana… allora è sintomo di molta poca cura: chi ha mai visto un maglione di pelliccia? oppure di sperare nella non cura di chi legge, che è peggio

  2. L’angora viene ricavata strappando il pelo ai poveri conigli con il risultato che il coniglio urla e si dimena ma non può perché viene attaccato per le zampe….e’ una tortura atroce !!!! In pratica non muore ma viene appellato vivo ogni volta che gli spunta la pelliccia …bella MERDA!!!!

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