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Mela stregata: finto fertilizzante biologico. Sequestrati 90 prodotti illegali

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Continua l’operazione Mela Stregata, l’iniziativa frutto della cooperazione fra Autorità inquirenti e FederBio e volta al sequestro di falso fertilizzante biologico immesso sul mercato agroalimentare.

Sono circa 16,5 tonnellate 90 tipologie di finti prodotti per l’agricoltura sequestrati e immessi nel mercato, per un valore stimato di circa 7 milioni di euro. A effettuare il sequestro in 133 esercizi commerciali, presenti in tutta Italia, i militari della Guardia di finanza di Cagliari e i funzionari dell’ispettorato centrale della tutela della qualità del Mipaaf.

Il prodotto in questione è l’alcaloide “matrina”, sostanza sì di origine vegetale, ma altamente tossica per l’uomo, per l’ambiente e per gli animali, venduta come fertilizzante naturale agli agricoltori. L’operazione “Mela Stregata” è nata la scorsa estate da una segnalazione di FederBio, la Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica, ed è proseguita grazie all’intervento della Procura di Cagliari, che ha esteso le indagini a tutto il territorio nazionale.

fertilizzante

La Federazione ha espresso piena soddisfazione per l’esito dell’iniziativa assunta dalla procura di Cagliari e andata avanti anche grazie al supporto fattivo delle imprese del comparto ortofrutticolo biologico, già danneggiate da comportamenti commerciali scorretti e dalla mancanza di controlli efficaci sulle etichette dei fertilizzanti.

Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio, ha commentato l’operazione in un comunicato: “Anche nei mesi scorsi abbiamo continuato a fornire collaborazione e documentazione tecnica agli inquirenti e devo dare atto in particolare all’ufficio della repressione frodi del ministero Politiche agricole di Cagliari e alla Guardia di Finanza di aver svolto un lavoro puntuale nonostante la particolare pervicacia e aggressività della ditta ICAS, che ha continuato senza alcun ritegno la sua attività commerciale nonostante la palese inammissibilità del prodotto in agricoltura biologica. Al di là del problema derivante dalla presenza di sostanze attive non dichiarate e potenzialmente dannose, che si sono rivelate particolarmente persistenti, va ricordato che l’utilizzo di prodotti fertilizzanti in agricoltura biologica deve essere motivato da specifiche necessità e condizioni delle coltura e del terreno. La collaborazione avviata con gli inquirenti dimostra come il settore biologico è composto per la stragrande maggioranza di imprese sane e che FederBio non cesserà la sua azione di tutela affinché speculatori e delinquenti siano tenuti alla larga”.


La collaborazione delle aziende volta a sventare le frodi nel biologico e gli esiti dell’operazione dimostrano, sottolinea Federbio, che il settore è composto per la stragrande maggioranza da imprese sane. La Federazione non cesserà la sua azione di tutela affinché speculatori e delinquenti siano tenuti alla larga.

(Foto in evidenza: thbfarm; foto interna: assets.knowledge)

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