Mangiare carne: tutti i danni per salute e ambiente

Mangiare carne? È un danno per salute e ambiente

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Mangiare carne in maniera eccessiva danneggia gravemente la salute dell’uomo nonché l’ambiente in cui vive. Scopriamo perché e come ridurre la carne sulle nostre tavole.

Mangiare carne rossa sì o no? E la produzione: può essere davvero sostenibile? Negli ultimi anni, sempre più spesso si è discusso dell’impatto che la carne può avere sulla salute e sull’ambiente. È accaduto anche a Terra Madre, Salone del Gusto, che si è tenuto a Torino in settembre. È emerso infatti che, negli ultimi settanta anni, il consumo mondiale di carne è aumentato di sei volte, da 45 milioni di tonnellate all’anno del 1950 agli attuali 300 milioni di tonnellate.

Al ritmo attuale, nel 2050 il fabbisogno di carne sarà di 500 milioni di tonnellate, decuplicato rispetto al 1950 e doppio dell’attuale.

È possibile mangiare carne in maniera responsabile?

L’evento presso Terra Madre non ha avuto tanto l’obiettivo di spronare ad abbracciare una dieta vegana. Piuttosto, l’intenzione era di informare i consumatori meno attenti, per provare a sensibilizzare sulle abitudini alimentari più comuni e adottare un sistema produttivo sostenibile per l’ambiente.

Lo ribadisce Serena Milano, Segretario Generale della Fondazione Slow Food per la Biodiversità: Continuare a mangiare carne con i livelli di consumo a cui si è abituato l’Occidente è insostenibile. Allevamenti sempre più grandi e affollati, condizioni di vita innaturali, stress e sofferenze, mangimi di bassa qualità, monocolture, deforestazione ed enormi quantitativi di acqua. Questo è il prezzo dell’industrializzazione della zootecnia. Tutto questo ha gravi conseguenze per l’ambiente, la salute umana, il benessere animale e l’equità sociale. Scegliendo meglio, si possono cambiare le cose”.

Un danno ingente per l’ambiente

L’industrializzazione della carne ha comportato un’ampia diffusione anche grazie ai prezzi molto contenuti. Ciò su cui dovrebbero riflettere i consumatori è che prezzi troppo bassi sono spesso indice di scarsa qualità. Il benessere degli animali è quasi sempre trascurato. Vengono alimentati con prodotti scadenti e antibiotici che ne velocizzano la crescita. Non ci si cura, inoltre, dell’impatto che l’allevamento intensivo ha per l’ambiente.

Basti pensare che l’industria delle carni emette circa 7 giga tonnellate di anidride carbonica annuali. Determina in questo modo il 14,5% del totale del gas serra prodotto. Pensate che il traffico automobilistico ne produce il 14%.




I bovini sono tra gli animali allevati che provocano il danno peggiore sull’ambiente. Pensate che sono necessari 15.500 litri di acqua per produrre solo un 1 kg di carne di vitello e le proteine che arrivano a tavola sono solo il 5% del totale ingurgitato da un bovino. Lo spreco è evidente. Senza contare lo spazio in termini di terreni agricoli che gli allevamenti sottraggono alla produzione di altre colture.

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Troppa carne fa male

Mangiare carne non fa bene all’ambiente, ma nemmeno alla nostra salute. A dirlo è l’Associazione per la ricerca sul cancro, che esprime preoccupazione circa la dieta media dell’italiano, che presenta un eccesso di proteine e di grassi di origine animale, arrivando fino al 60-70%.

Questa alta percentuale può tradursi in una serie di patologie. Malattie cardiovascolari, a causa dei grassi saturi, al cancro all’intestino, per l’assenza di fibre che facilitano il transito intestinale, e perfino problemi renali, per le basi puriniche della carne che portano alla formazione di acido urico, che influisce negativamente sulla funzionalità renale.

Meno carne a tavola. Ma le proteine?

È la domanda che più spesso emerge quando si decide di smettere di mangiare carne. È importante avere una dieta che abbia un giusto apporto nutrizionale e nell’immaginario comune si associa la riduzione della carne a una carenza di proteine. In realtà, la natura ci offre delle valide sostituzioni.

Considerate che una bistecca di circa 100 grammi fornisce mediamente all’organismo 20 grammi di proteine. Un uguale apporto proteico è possibile assumerlo mangiando:

  • Legumi. 100 grammi di soia contengono 37 grammi di proteine, 100 gr di fagioli ne hanno 24 grammi, lenticchie e piselli circa 21;

  • Uova. Due uova forniscono circa 12 grammi di proteine;

  • Tofu e seitan. 100 grammi di tofu naturale contengono 14 grammi di proteine, mentre la stessa quantità di seitan ne offre 25 grammi.

  • Formaggio grana. Per 100 grammi di grana abbiamo 34 grammi di proteine.

  • Cereali. 100 grammi di pasta ne contengono circa 10 grammi, il riso 7 e la quinoa 14.

  • Frutta secca. Anche la frutta secca è una fonte ricca di proteine, come i pinoli (30 grammi di proteine per 100 grammi), arachidi (29 grammi), mandorle (22 grammi), pistacchi (18grammi).

Le alternative dunque sono validissime e facili da inserire nella nostra alimentazione quotidiana. Non invertite le vostre abitudini bruscamente. Piuttosto riducete lentamente il vostro consumo di carne, inserendo in modo graduale cereali, verdura e frutta, sperimentando ricette nuove e appetitose.

Foto: James Folley

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Carmen Guarino

Laureata in Cooperazione internazionale allo sviluppo, sono sempre stata interessata all’economia sostenibile. Nel tempo mi sono appassionata alla naturopatia, e all’alimentazione che resta per me la più importante medicina naturale. Mi piace sperimentare ricette ai fornelli vegetariane e vegane. Altro su di me? Ho due cani magnifici: Neve e Muna.

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