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L’Europa potrebbe presto non essere più capace di produrre cibo

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L'Europa sta esaurendo il cibo?

I Paesi Europei potrebbero non essere più in grado di aumentare la produzione di cibo, perché vicini a raggiungere il limite fisiologico di crescita delle colture. Questo l’allarme lanciato da Lester Brown. Ma è veramente così? E quali sono le soluzioni proposte?

L’Europa sarà presto a corto di cibo? Le colture intensive degli ultimi decenni hanno “spremuto” i terreni al limite. E difficilmente si potranno inaugurare nuove coltivazioni, a meno di non distruggere ancora foreste e boschi. Come se ne esce?

Il ricercatore americano: “Europa a corto di cibo”

Secondo Lester Brown, presidente dell’Earth Institute di Washington e analista alimentare di fama internazionale, “in Francia, Germania e Regno Unito, i tre produttori di grano leader nell’Europa occidentale, c’è stato poco aumento dei rendimenti [delle colture] per oltre 10 anni. Altri Paesi raggiungeranno presto i loro limiti per le rese di granaglie”.

Una frase che ha un peso molto importante nel panorama alimentare mondiale. E che impone una importante riflessione a riguardo.

Secondo Brown, molte colture di base presenti in Europa sono vicine a raggiungere il loro limite di crescita fisiologico. Non solo. In India, Corea del Sud e Giappone, la produttività dei raccolti di riso non cresce da ben 17 anni.

Secondo l’ambientalista, fondatore dell’Earth Institute di Washington, i governi sarebbero complici. Non avrebbero capito infatti che le coltivazioni intensive perpetrate in decenni di raccolti, spingeranno la terra a non produrre più cibo. Soprattutto in previsione della crescita vertiginosa della popolazione mondiale che, entro la metà di questo secolo, arriverà a ospitare circa tre miliardi di persone in più.

Si tratta di un processo tutt’altro che naturale, secondo Brown, che sarebbe invece il risultato di limiti “imprevisti” come la diminuzione di rendimento delle colture di riso in Giappone e in Cina.

Un momento storico senza precedenti

”Abbiamo vincoli reali per l’acqua, l’erosione del suolo e le rese, a cui si aggiungono quelli dovuti ai cambiamenti climatici. Si tratta di una convergenza che non abbiamo mai affrontato prima”, precisa Brown.

Eppure, c’è chi non condivide pienamente questa posizione. L’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura delle Nazioni Unite (FAO), nel suo ultimo rapporto trimestrale “Crop Prospects and Food Situation”, evidenzierebbe invece come la produzione cerealicola mondiale nel 2013 potrebbe aumentare di circa il 7% rispetto al 2012. Un aumento che porterebbe la produzione mondiale di cereali al livello record di 2.479 milioni di tonnellate.

E c’è chi, invece, condivide solo in parte la previsione di Brown. Stuart Knight, direttore e agronomo presso il National Institute of Agricultural Botany, afferma: “È vero che esiste un limite fisiologico, ma siamo convinti di essere ancora lontani da quel livello”.

Di sicuro, comunque, la Terra non riuscirà a reggere ancora per molto le imposizioni di un mercato fatto di sprechi e paradossi.

A ciò si aggiunge il fatto che alcuni Paesi, soprattutto l’Inghilterra, sono convinti che il rimedio migliore per correre ai ripari sia quello di intervenire geneticamente, attraverso nuove ricerche e ulteriori proposte di coltivazioni OGM.

Una preoccupazione che diventa sempre più reale, visto che, ad esempio, la Fondazione Bill e Melinda Gates e l’Istituto internazionale di ricerche sul riso (International Rice Research Institute, Irri) starebbero “lavorando a una tecnica che ci permetta di sovra-alimentare il riso in modo che riesca ad aumentare la produzione fino al 50%”.

Strano che nessuno abbia pensato a una soluzione alternativa, che curi alla base il problema: intervenire sullo spreco alimentare. Stando ai dati FAO, l’attuale produzione globale di alimenti potrebbe permettere di nutrire oltre 12 miliardi di persone.

APPROFONDISCI: Lo spreco alimentare e lo spreco della natura

FONTE

2 COMMENTI

  1. Condivido in pieno la considerazione conclusiva, ed aggiungeri che la diminuzione delle terre coltivate a cereali dipende anche dalle scelte anti biologico stabelite dal Trattato transatlantico per il libero commercio.
    Lo spreco và cmq evitato per questioni etico/ecologico.

  2. Possiamo costruire dei grattacieli e fare i contadini là sopra………..Ma dove si sono mangiati il cervello i nostri amministratori,se già adesso non arriviamo alla fine di agosto? gli altri 4 mesi ???? digiuno;una idea del renzi???????

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