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L’agricoltura biologica produce più di quanto si pensi

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L'agricoltura biologica rende di più?

Quanto si produce con l’agricoltura biologica? Molto più di quanto pensiamo. Ecco i risultati dello studio dell’Università di Berkeley.

L’agricoltura biologica è ideale per la salvaguardia dell’ambiente. Non usa infatti pesticidi tossici e concimi chimici ed è attenta al consumo di suolo. Ma è effettivamente conveniente dal punto di vista delle rese?

Il dubbio infatti è che si tratti di una bella utopia, ma che non possa essere utile per la crescita economica del settore. Ora la scienza svela il dilemma: a quanto pare l’agricoltura biologica produce molto di più di quanto abbiamo pensato fino a oggi. E potrebbe fare ancora meglio, applicando opportune pratiche agricole. È questa la conclusione a cui è giunta un’analisi effettuata dall’University of California Berkeley, che ha messo insieme i risultati di 115 studi in materia.

La ricerca

Secondo la ricerca, pubblicata su Proceedings of the Royal Society B, in media le rese delle coltivazioni biologiche sono state il 19,2% inferiori a quelle delle colture tradizionali. Un divario minore rispetto a quanto ipotizzato fino a oggi. Una differenza che sarebbe quasi nulla in relazione ad alcuni tipi di coltivazioni, come ad esempio quelle delle leguminose.

Ma non è tutto. Secondo gli autori della ricerca, infatti, esisterebbero alcuni metodi volti a migliorare la produttività dell’agricoltura biologica. Sempre nel pieno rispetto dell’ambiente e dei principi che vi sono alla base.

Sembra che i dati siano stati sottostimati fino a oggi perché gli studi a disposizione erano spesso di parte. Tenderebbero infatti a favore dell’agricoltura tradizionale.

Tecniche innovative

Gli studiosi ritengono che esistano delle pratiche di coltivazione che potrebbero migliorare il rendimento dell’agricoltura biologica. Tecniche come la policoltura, per esempio, in cui coesistono diverse coltivazioni in una stessa area nella stessa stagione. O la rotazione delle colture. Due semplici innovazioni che consentirebbero di ridurre sostanzialmente il divario di rendimento con le tecniche tradizionali, portandolo ad appena l’8 o il 9 per cento.

D’altro canto, i rendimenti andrebbero misurati sul lungo periodo. Le tecniche bio descritte, infatti, incoraggiano le interazioni ecologiche. Un fattore che influenza alcuni aspetti vitali per la resa delle coltivazioni:

  • Fertilità del suolo
  • Ciclo dei nutrienti
  • Stoccaggio di acqua
  • Controllo delle malattie e dei parassiti
  • Impollinazione e altri processi eco-sistemici essenziali

Considerando tutti questi fattori, possiamo concludere che l’agricoltura biologica è più adatta per garantire una prolungata resa dei terreni.

La sostenibilità

Bisogna poi tenere conto della sostenibilità del settore agricolo nel suo complesso. Anche se “organico” e “sostenibile” non sono termini equivalenti, gli studi condotti sull’agricoltura biologica hanno rivelato prestazioni migliori rispetto ai sistemi tradizionali su alcuni (ma non tutti) i parametri di sostenibilità, tra cui la ricchezza e l’abbondanza delle specie, la fertilità del suolo, l’assorbimento di azoto da parte delle colture e l’efficienza energetica.

Una cosa importante, visto che, secondo gli studiosiil fabbisogno alimentare mondiale dovrebbe aumentare notevolmente nei prossimi cinquant’anni: è quindi cruciale un occhio più attento all’agricoltura biologica perché, a prescindere dall’impatto ambientale dell’agricoltura su scala industriale, la capacità dei fertilizzanti sintetici di aumentare la resa delle colture è in calo”.

Il nostro studio sottolinea che attraverso investimenti adeguati nell’agroecologiala differenza nei raccolti potrebbe essere ridotta o persino eliminata in alcune coltivazioni o regioni” ha dichiarato Lauren Ponisio, tra gli autori della ricerca E puntare sull’agricoltura biologica potrebbe essere non solo una scelta, ma una necessità. Anche perché non potremo continuare a produrre cibo a lungo, senza prenderci cura del suolo, dell’acqua e della biodiversità.

Promuovere il “vero” bio

Una delle strade per la promozione dell’agricoltura biologica è accertare la genuinità dei metodi di coltivazione adottati dagli agricoltori. In questo modo, si ‘premieranno’ gli imprenditori agroalimentari virtuosi, assicurando loro il giusto profitto. E allo stesso tempo, si rassicureranno i consumatori, che alimenteranno le vendite e quindi il mercato complessivo.

Una delle strade principali per promuovere il “vero” bio è quello di certificare univocamente prodotti e aziende che ne adottano le tecniche in maniera onesta e scrupolosa. Esistono, a questo scopo, diversi enti sia nazionali che sovranazionali, che si occupano proprio di garantire certezze ai consumatori. Se state cercando i veri prodotti biologici, dovreste affidarvi ai loro marchi di garanzia.

Foto: U.S. Department of Agriculture

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