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Idrocarburi negli imballaggi di cartone usati per il cibo. L’allarme di FoodWatch

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Nei giorni scorsi, l’organizzazione che si occupa della salute dei consumatori, Food Watch, ha palesato le sue perplessità inerenti a una possibile contaminazione di alimenti di uso comune (come riso, lenticchie, cacao in polvere o pasta) ad opera di oli minerali nocivi presenti negli imballaggi di carta del cibo.

Food Watch è un’organizzazione no profit, nata in Germania nel 2002 per volontà dall’ex direttore di Greenpeace Thilo Bode, che ha l’obiettivo di analizzare le pratiche dell’industria alimentare a tutela dei consumatori.

A seguito delle ultime analisi effettuate su una serie di campioni di alimenti, l’organizzazione ha lanciato l’allarme su alcune sostanze contaminanti che potrebbero risultare pericolose per la salute.

Lo studio è stato effettuato su 120 prodotti distribuiti in tre Stati membri: Francia, Germania e Paesi Bassi. I dati raccolti hanno evidenziato che quasi la metà dei campioni (il 43%) era contaminato da oli minerali aromatici (MOAH), sostanze sospettate di essere cancerogene, mutagene e perturbatori endocrini (che alterano il corredo genetico). Si tratta del più vasto studio europeo sull’argomento.

A preoccupare ancora di più, sottolinea anche il Fatto Alimentare, è stato il fatto di aver riscontrato nell’83% dei prodotti esaminati anche altri tipi di idrocarburi saturi (MOSH) considerati pericolosi per la loro tendenza ad accumularsi negli organi.

Nel 2012, l’Efsa aveva espresso un suo parere in merito a queste sostanze. Si legge sul sito dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare:  “L’impatto potenziale degli MOH sulla salute umana è molto vario: i cosiddetti MOH “aromatici” possono agire da cancerogeni genotossici (vale a dire, possono danneggiare il DNA, il materiale genetico delle cellule, nonché provocare il cancro) mentre alcuni MOH “saturi” possono accumularsi nei tessuti umani e provocare effetti avversi sul fegato. Il parere individua alcune potenziali preoccupazioni in relazione all’esposizione ai MOH tramite gli alimenti“.




Chi è messo peggio, secondo Foodwatch è però la Francia, con sei prodotti su dieci contenenti oli minerali della categoria più pericolosa (MOAH). Tra i prodotti analizzati, sottolinea Il Fatto Alimentare, ce ne sono vari destinati anche ai bambini.

La contaminazione del cibo può avvenire in diverse fasi della produzione: quelle che precedono l’immissione sul mercato, ma anche quelle inerenti al packaging stesso degli alimenti.

Lo studio a cui si riferisce l’organizzazione riguarda soprattutto quest’ultimo elemento, visto che conferma l’ipotesi che la maggior parte degli idrocarburi migri dall’imballaggio a base di carta e cartone (spesso carta riciclata) al cibo.

Il riciclaggio della carta è un processo importante, ma potrebbe comportare alcuni problemi inerenti la sicurezza degli alimenti. È lo stesso problema di cui abbiamo parlato, ad esempio, quando abbiamo visto i rischi collegati all’utilizzo di cellulosa riciclata negli imballaggi della pizza.

In commercio esistono già soluzioni che permettono di isolare l’imballaggio in cartone e l’alimento, evitando il transito di idrocarburi. Foodwatch ha lanciato una petizione sull’argomento in Francia, Germania e Paesi Bassi che consente a tutti di rivolgersi direttamente al Commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis.

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