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I bambini non conoscono la frutta: ecco i dati scoraggianti di un progetto condotto nelle scuole

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I bambini non conoscono la frutta. Almeno fino a quando non arrivano a scuola. Questi i risultati derivati dal progetto “Impariamo a mangiare”, condotto nelle scuole elementari di Napoli.

Stando a quanto riferito dalle maestre, i bambini che hanno partecipato all’iniziativa la chiamano “la pappa verde” o la “pappa colorata”, proprio perché i genitori non hanno mai neppure provato a insegnare ai propri figli a consumare questo alimento.

A prescindere dal fatto che sia stata o meno una ricerca circoscritta a una città Italiana, purtroppo questo dato ci mette dinanzi a una triste verità: l’arrendevolezza di molti genitori nell’insegnare ai figli a mangiare sano.

E la situazione è decisamente grave. Come afferma la coordinatrice del progetto, Raffaella De Franchis : “Il bambino obeso sarà sicuramente un adulto malato. Il progetto sta dando buoni risultati, ma bisogna crescere ancora e deve crescere l’interesse dei genitori”. L’iniziativa, arrivata al suo secondo anno, ha avuto piccoli risultati, ma insegnare ai bambini a cibarsi della frutta, così come convincere i genitori dell’essenzialità di questo alimento, non è semplice.

Dell’importanza dell’introdurre la frutta all’interno dell’alimentazione, di grandi e piccoli, abbiamo già discusso nel nostro articolo “L’importanza della frutta nell’alimentazione”. La frutta è un alimento essenziale per nutrire il nostro corpo, per mantenerlo sano e bello.

Ma allora, perché i genitori non insegnano ai propri figli ad adottare un regime alimentare sano?

Aver a che fare con i bambini è molto difficile e, spesso, anche le migliori intenzioni non vengono ripagate. Questo perché spesso la stanchezza o l’inesperienza portano ad assumere un approccio scorretto, frettoloso o forzato che può avere l’esito opposto da quello che ci s è prefissati.

L’EUFIC (European Food Information Council) ha pubblicato a settembre dello scorso anno una ricerca nella quale si dimostra l’influenza che gli adulti, genitori e insegnanti, hanno sulle preferenze alimentari dei bambini.

Il primo grande errore, si legge, è l’assunzione di comportamenti errati. Il bambino a quell’età tende infatti a copiare i comportamenti dei propri genitori, non solo, ma viene drasticamente influenzato anche dai suoi atteggiamenti.

Dal lato opposto, anche un’eccessiva voglia di coinvolgere il bambino, fingendo un falso entusiasmo o forzando troppo i suoi comportamenti, ha come unico risultato quello di allontanare il piccolo dall’assunzione di frutta. Anche se non l’ha mai provata.

Ma allora, come ci si deve comportare?

Nella ricerca pubblicata dall’UEFIC si leggono una serie di consigli e passi importanti da seguire. Noi ne sottolineiamo alcuni, gli altri li potete trovare al link:

  • essere un modello positivo consumando una grande quantità di frutta e verdura;
  • pianificare gli orari dei pasti e mangiare tutti insieme in famiglia;
  • offrire nuovi alimenti che sono nutrienti ma non immediatamente appetibili almeno 5-10 volte;
  • consentire ai bambini di auto-regolarsi: affinché possano capire quando sono affamati o sazi;
  • elogiare i bambini e dare loro una ricompensa non commestibile (come un adesivo), quando mangiano frutta e verdura o quando assaggiano un nuovo alimento.

Questi sono gli obiettivi che il progetto condotto a Napoli, e sotto diverse forme anche in altri comuni italiani, si prefigge. Purtroppo i dati di oggi sono scoraggianti, ma con l’impegno di tutti, qualcosa può cambiare.

Se siete già riusciti a insegnare ai vostri figli a mangiare la frutta e volete fare qualcosa per cambiare la situazione (in Italia, purtroppo, c’è un alto tasso di obesità infantile), potete farvi promotori di questo messaggio e far capire agli altri genitori come voi, che la frutta può veramente salvare la vita dei loro bambini.

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Fonti articolo:

(Foto: Utente Flickr Nomadic Lass)

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