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Frodi alimentari: scoperta vendita di olio d’oliva con pesticidi

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Ancora un episodio di frode nel settore biologico. Gli uomini del Corpo forestale dello Stato, appartenenti al Nucleo agroalimentare forestale (Naf), avrebbero scoperto un’azienda che vendeva olio extravergine d’oliva biologico contenente residui di un pesticida bandito in olivicoltura.

L’azienda, situata nel viterbese, vendeva direttamente in un frantoio, con annesso negozio.

Dalle analisi effettuate, è risultato che il pesticida trovato all’interno dell’olio d’oliva era il Clorpirifos etile. Sembra che il quantitativo ritrovato fosse superiore ai limiti di legge previsti in caso di contaminazione accidentale.

Come si legge dalle agenzie di stampa, il Clorpirifos etile è un prodotto fitosanitario vietato in olivicoltura e in agricoltura biologica.

La Procura della Repubblica di Viterbo ha ordinato il sequestro dell’olio extravergine d’oliva venduto dall’azienda, su tutto il territorio nazionale. I titolari sono stati denunciati per reato di frode nell’esercizio del commercio e per la distribuzione vietata di sostanze alimentari che contengono residui di prodotti utilizzati in agricoltura per la protezione delle piante, tossici per l’uomo.

frodi alimentari_olio

Nei prodotti biologici, lo ricordiamo, è assolutamente vietata la presenza, anche minima, dei residui di fitofarmaci non ammessi.

L’operazione è il risultato di un’azione capillare di controllo effettuata dal Nucleo agroalimentare forestale sulla corretta commercializzazione dell’olio extravergine.

La Forestale continuerà le proprie indagini atte a ricercare l’eventuale presenza della sostanza tossica nei prodotti di altre ditte, vagliando anche l’elenco dei fornitori dell’azienda stessa.

Le frodi alimentari generano un danno non soltanto a discapito dei consumatori ignari, ma anche di tutte quelle aziende che operano invece in conformità della legge e della sostenibilità. Soprattutto quando si ha a che fare con prodotti biologici.


In questo caso, dunque, la contraffazione non solo lede la sicurezza alimentare del consumatore, ma anche quella agro-ambientale a causa dell’uso illecito di prodotti fitosanitari che inquinano suolo e falde acquifere. L’utilizzo di tali sostanze, infatti, può causare un innalzamento della soglia di resistenza degli insetti, al prodotto, fattore che potrebbe indurre l’agricoltore ad impiegarne una quantità sempre più alta, entrando in un circolo vizioso che arreca sempre più danni all’ambiente.

Il tema dell’olio d’oliva, soprattutto in questo periodo, è particolarmente scottante, visto che la produzione ha subito non poche difficoltà. Soprattutto i prodotti ad indicazione geografica protetta e da agricoltura biologica quest’anno sono stati colpiti dalla congiuntura sfavorevole degli attacchi della mosca olearia agli oliveti che hanno portato a una produzione deficitaria stimata in circa 150.000 tonnellate.

(Foto in evidenza: skymetweather; foto interna: mappingignorance)

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