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Formaggio “arricchito” con fiocchi di legno. Se i cibi non sono cio che sembrano

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Formaggio arricchito di cellulosa: succede negli Usa, dove, grazie a una serie di test effettuati da ‘Bloomberg News’ quattro anni fa, è venuto fuori un quadro inquietante sui formaggi simil parmigiano venduti in America.

Formaggio alla pasta di legno. È questa l’ultima scoperta emersa negli Usa, grazie a una serie di test effettuati da ‘Bloomberg News’ quattro anni fa.

L’allerta, confermata dalla Food and Drug Administration (FDA), riguarda il Parmesan, formaggio grattuggiato tipo ‘parmigiano’, in vendita appunto negli Stati Uniti.

Dopo il pollo gonfiato con l’acqua e la pink slime, la lista dei finti alimenti sembra dunque crescere.

Dopo i test effettuati da Bloomberg News, nel 2012, che ha analizzato in laboratorio diversi tipi di formaggio grattugiato in vendita nei supermercati Usa, la FDA ha iniziato ad occuparsi della vicenda del prodotto targato ‘Castle Cheese Inc’, rilevando appunto la presenza di una varietà di materiali del tutto inaspettati.

In un prodotto pubblicizzato e venduto come “100% Parmesan” è stata riscontrata la presenza di cellulosa e di altri formaggi.

Come spiega Dean Sommer, esperto del Centro di Dairy Research a Madison, Wisconsin, “la cellulosa è un additivo non dannoso, a un livello compreso tra il 2 e il 4 per cento“. Ma i livelli sono superiori in molti dei prodotti analizzati: Essential Everyday 100% Grated Parmesan Cheese, dalla catena ‘Jewel-Osco’, contiene 8,8 per cento di cellulosa. Great Value 100% Grated Parmesan Cheese dei negozi Wal-Mart: 7,8 per cento. ‘Whole Foods 365’, che non dichiara la cellulosa tra gli ingredienti, è stato testato e ne contiene lo 0,3 per cento. Kraft ha il 3,8 per cento di cellulosa.

L’FDA ha così scritto all’azienda un severo avvertimento, sottolineando che “l’etichetta dichiara come i prodotti siano ‘Parmesan Cheese’ o ‘Romano cheese’ mentre, in realtà, sono una miscela di vari formaggi e altri ingredienti” e precisando come “i prodotti ‘Parmesan Cheese’ non contengono ‘Parmesan Cheese’“.




Nei prossimi giorni, è atteso il giudizio per la presidente della compagnia, Michelle Myrter, che rischia un anno di carcere e una multa di almeno centomila dollari.

Lo scorso ottobre, il suo avvocato – in un’intervista al ‘Pittsburgh Post Gazette’ – ha affermato che il caso è una questione di etichettatura impropria, non di sicurezza alimentare: “La salute o la sicurezza dei consumatori non è mai stata mai compromessa a causa di questa etichettatura“.

Secondo Coldiretti, la vicenda “smaschera l’inganno del falso Made in Italy che utilizza nomi che richiamano specialità nazionali di prestigio per spacciare produzioni di bassa qualità, quando non addirittura rischiose per la salute”. E aggiunge: “Negli Stati Uniti il 99% dei formaggi di tipo italiano in vendita sono ”tarocchi” , nonostante il nome richiami esplicitamente le specialità casearie più note del Belpaese, dal Parmesan alla Mozzarella, dalla Ricotta al Provolone, dall’Asiago, al Romano. Uno scippo che riguarda anche denominazioni tutelate dall’Unione Europea con la produzione di Parmesan statunitense che ha raggiunto i 144 milioni di chili, circa la metà di quello originale realizzato in Italia“.

(Foto: brookpeterson)

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