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Erbicidi tossici lungo le strade italiane

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Il diserbante spruzzato lungo le nostre strade è dannoso per la salute. A lanciare l’allarme, un’inchiesta del Corriere della Sera, che evidenzia come il glifosato, una delle sostanze più diffuse nei prodotti fitosanitari autorizzati sia a livello nazionale che europeo e adoperato nella manutenzione stradale, possa provocare nel tempo danni alla salute e all’ambiente.

In realtà, il glifosato è una sostanza che conosciamo davvero bene. Abbiamo visto, ad esempio, come secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Neurotoxicology and Teratology, ci sia una connessione tra questo componente del Roundup Monsanto e il morbo di Parkinson.

Non solo, il glifosato indurrebbe la morte cellulare, e interferirebbe direttamente con la funzione riproduttiva.

Il Corriere nel suo articolo fa riferimento agli studi scientifici condotti dal Mit di Cambridge, dalla Université de Caen e dalla University of Washington, secondo cui questa sostanza, accumulata nell’organismo, può provocare a lungo termine effetti dannosi anche sugli esseri umani. In particolare, il giornale riporta la spiegazione dell’oncologa Patrizia Gentilini, che afferma come: “È proprio l’esposizione cronica a creare maggiori rischi di tossicità per la salute, e quello che emerge è una maggiore incidenza di tumori del sangue, alterazioni al sistema endocrino, disfunzioni ormonali e danni sui meccanismi di neurotrasmissione cerebrale”.

Non solo. Un altro dato allarmante, riportato dal giornale, riguarda il fatto che nel rapporto Ispra del 2013 “tra le sostanze più rilevate nelle acque superficiali c’è appunto il gliphosate, inquinante che in Lombardia è stato ritrovato quasi sempre in concentrazioni superiori ai limiti Standard di Qualità Ambientale (Sqa)”.Non solo ritrovamento di glifosato nelle falde superficiali, ma anche del suo metabolita Ampa. Il rischio, reale, è che nel lungo periodo queste sostanze penetrino e inquinino le falde acquifere più sotterranee.

Le preoccupazioni inerenti all’uso massiccio di questi diserbanti vengono anche da numerose associazioni ambientaliste, tra cui il WWF, che nel comune di Prata ha lamentato l’uso di pesticidi a base di glifosato, anche nei luoghi pubblici del territorio.

Il vicepresidente del Wwf AltaMarca Gilberto Carlotto ha infatti inviato una lettera di denuncia al sindaco del comune locale, lamentando come “la legislazione comunitaria e quella italiana vietano in ambiente urbano l’uso di erbicidi con specifici codici. Nella lista c’è anche il codice R41, quello del Gliphogan Top Mk”; il prodotto quindi, secondo quanto riportato dal Wwf, non può essere usato negli ambienti urbani come cimiteri, parchi pubblici e strade, perché vietato per legge, ancorché la sua commercializzazione sia libera.

Da tempo le associazioni lamentano i rischi collegati all’uso di diserbanti nelle aree pubbliche e da tempo cercano un confronto con le rispettive amministrazioni, chiedendo di trovare soluzioni più sostenibili, ma anche e soprattutto più sicure. In alcuni luoghi, come ad esempio a Prata, le richieste vengono accolte, in altri, invece, semplicemente ignorate.

Il problema del resto è il fatto che fino a quando le direttive comunitarie continueranno a permettere l’uso di queste sostanze, anche se “entro certi limiti”, difficilmente i cittadini potranno riuscire a far prevalere la loro volontà.

(Foto: thisisbossi)

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