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Cellulari e tumori al cervello: depositato al Tar il primo ricorso contro il Governo

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Obbligare i ministeri e il Governo a informare i cittadini sui rischi di insorgenza di tumori, legati all’uso scorretto del cellulare e sulle modalità da attuare per ridurre l’esposizione. È questa la richiesta fatta l’associazione Apple (Associazione per la prevenzione e la lotta all’elettrosmog) e da Innocente Marcolini, attraverso un ricorso presentato al Tar del Lazio.

Innocente Marcolini è un ex dirigente di azienda bresciano che ha contratto un tumore al cervello. L’uomo era solito parlare al telefonino, per lavoro, per 5-6 ore al giorno. Nel 2012 ha vinto una causa in Cassazione contro l’Inail in cui è stato stabilito il nesso tra l’uso del telefonino e il suo tumore alla testa.

L’azione legale, richiesta e avviata dall’uomo e dall’Apple, è stata notificata anche ai ministeri di Salute, Ambiente, Sviluppo economico e Università.

In particolare, nel documento depositato lo scorso 20 marzo, si chiede che il Tar del Lazio applichi il principio di precauzione previsto dall’articolo 191 del Trattato sull’Unione europea e che ordini in via d’urgenza al Governo di avviare una campagna di informazione a fini precauzionali nell’interesse della collettività nazionale. Il tutto per proteggere una grossa fetta di popolazione: in Italia sono circa 40 milioni le persone che utilizzano il telefonino.

L’avvocato Stefano Bertone, uno dei legali torinesi che si sono occupati di depositare il ricorso, afferma che “Nonostante la sentenza della Cassazione e nonostante la divulgazione, nel 2011, da parte dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, sotto l’egida dell’Organizzazione mondiale della Sanità, del fatto che le radiazioni a radiofrequenza emesse dai telefoni mobili siano un agente possibile cancerogeno per l’uomo, il governo non ha mai avviato una campagna di prevenzione. Abbiamo scritto al ministero, sollecitandolo. La risposta è stata che avrebbe agito nei limiti delle risorse disponibili. Come se la salute fosse subordinata a tipi di risorse. E di fatto, nessuna campagna è mai partita”.

radiazioni cellulari

I dati presenti sul testo del ricorso sono inquietanti. Si parla di un rischio di incidenza più che raddoppiato di neurinomi acustici (tumori benigni) nel lato della testa dove è utilizzato il cellulare. Le persone più soggette sarebbero quelle utilizzano cellulari da circa 10 anni, con un tempo di esposizione giornaliero dai 16 ai 32 minuti.

E pensare che gli spot pubblicitari delle compagnie telefoniche giocano proprio su questo: sul numero di minuti offerti in promozione. Così, nel ricorso, i legali chiedono anche di inibire a gestori e operatori la diffusione di offerte “infinito”, “Minuti illimitati verso tutti” e via dicendo.

Tra le altre richieste, inoltre, ci sono: “il rendere obbligatorio per gestori e operatori l’invio di sms sulle regole di utilizzo al fine di evitare rischi cancerogeni, di introdurre il divieto di pubblicità dei cellulari e dei relativi contratti di utilizzo, e, solo in subordine”, di “vietare la pubblicità con persone che non usano auricolari o vivavoce, e ai minorenni”.

Non solo. Le compagnie dovranno avvisare con un sms gli utenti, quando viene superata la soglia massima di durata oltre la quale il rischio di ammalarsi di cancro è più alto.


I protagonisti di questa azione legale tengono a far sapere che “è da notare che oltre all’aumento del rischio di gliomi celebrali e neurinomi acustici, certificato dalla Iarc nel 2011 e suggerito da studi scientifici e governi nazionali, l’uso prolungato e abituale nel tempo dei telefoni mobili è causa dell’aumento del rischi di altri tipi di tumore alla testa proprio nelle aree più direttamente interessate alla esposizione di radiazioni emesse durante il funzionamento: meningiomi celebrali, cancri alle ghiandole salivari, melanomi all’uvea oculare e tumori all’epifisie ala tiroide”.

In questa sede abbiamo già più volte parlato dei rischi legati a un uso eccessivo di cellulari e smartphone. In particolare, abbiamo visto alcuni consigli utili a ridurre la quantità di radiazioni assorbite e l’elenco dei cellulari più o meno radioattivi. Se volete, potete approfondire l’argomento a questo link: http://ambientebio.it/elenco-dei-cellulari-piu-o-meno-radioattivi/

(Foto in evidenza: gulfnews; foto interna: gailjadehamilton)

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