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Carvi: i segreti di una spezia alleata della salute

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Conosciamo il carvi, la spezia che fa bene allo stomaco, mantiene giovani e combatte tosse e raffreddore.

Il carvi, noto anche con il nome di Carum carvi, è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Umbelliferae. È chiamata anche Cumino dei prati e ricorda vagamente l’aspetto della carota selvatica. I suoi fiori sono bianchi o di un bel rosa vivo e sbocciano da maggio a settembre. I frutti, chiamati impropriamente semi, hanno una forma allungata e sono striati. Maturano verso luglio-agosto.

Il carvi è una pianta ricca di proprietà nutrienti, adoperata come spezia, sprigiona un aroma caldo, simile a quello dell’anice.

Al suo interno sono presenti numerosi minerali, come sodio, potassio, fosforo, zinco, ferro, magnesio e calcio. È ricca di vitamine (A, vitamine del gruppo B, C, E) e folati.

Come dicevamo, i semi sprigionano un gradevole aroma. Da essi si estrae l’olio essenziale che contiene circa il 50% di carvone, una sostanza spesso adoperata in cosmetica.

Altri elementi presenti nel carvi sono il limonene, l’erniarina, il furfurolo e i polisaccaridi.

In ambito erboristico il carvi è adoperato solitamente come digestivo, carminativo, antispasmodico, ma anche come antistaminico. La sua assunzione permette di favorire la digestione, supportando l’attività degli enzimi presenti nello stomaco e riducendo la formazione di gas.  La sua componente aromatica agisce nell’intestino, a contatto con la mucosa, stimolando e rilassando la muscolatura e, di conseguenza, favorendo la peristalsi e il transito intestinale.




L’olio essenziale ricavato da questa pianta è anche un ottimo antisettico e disinfettante, efficace nelle infezioni dell’apparato urinario, ma anche digestivo.

Il carvi può essere adoperato anche per sciogliere il muco nelle vie respiratorie, annusando il suo olio, ad esempio, o assumendo la pianta con miele e acqua calda.

I semi, infatti, possono essere impiegati sia come spezia, aggiunti ai cibi dunque, che per realizzare infusi e decotti.

Il suo contenuto di beta-carotene, zeaxantina, luteina, criptoxantina rende il Carvi un buon antiossidante, in grado di contrastare l’attività dei radicali liberi.

Per combattere la cattiva digestione e il gonfiore addominale, questa spezia può essere adoperata sotto forma di infuso o di decotto. Nel primo caso, andrà messo un cucchiaino da caffè di semi in acqua bollente.  Il decotto va preparato facendo bollire in mezzo litro di acqua 25 grammi di semi (serve contro la flatulenza). Se assumete l’olio essenziale, mettetene due gocce in un bicchiere di acqua.

Contro la tosse e il raffreddore, potete assumere il carvi sotto forma di infuso dolcificato col miele o aspirando i vapori di 2 gocce di olio essenziale, versate su un fazzoletto di stoffa.

Infine, come antiossidante e tonico può essere assunto sotto forma di infuso, da prendere prima dei pasti per stimolare l’appetito o come spezia, mescolata agli alimenti.

(Foto)

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