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California: Pepsi e Malta Goya “illegali” per i livelli di sostanze pericolose contenute

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Cattive notizie per Pepsi One e Malta Goya in California: secondo una nuova indagine pubblicata su Consumer Reports, le due bibite conterrebbero una quantità di caramello artificiale superiore alla concentrazione stabilita da una normativa del 2012. Ed ecco che le bibite diventano “fuorilegge”.

Consumer Reports ha pubblicato ultimamente un comunicato che avverte come il caramello artificiale aggiunto alle bibite analcoliche, che fornisce loro quel tipico colore marrone, può essere pericoloso se riscontrato in livelli eccessivi.

Il tossicologo Dr. Urvashi Rangan, direttore esecutivo della Sicurezza e Sostenibilità Food Center Consumer Reports, ha così commentato la cosa in un comunicato: “Non c’è alcun motivo per cui i consumatori dovrebbero essere esposti a un rischio evitabile e inutile che può derivare da colorare di marrone gli alimenti”.

Secondo precedenti studi sperimentali, un lungo periodo di esposizione al prodotto chimico 4-MEI avrebbe causato il cancro ai polmoni nei topi. Questo ha spinto lo stato della California a inserire questo prodotto nella lista delle sostanze chimiche potenzialmente tossiche e che richiedono etichette di avvertimento sui prodotti che ne contengono livelli elevati, in questo caso 29 microgrammi di 4-MEI per lattina o bottiglia.

I ricercatori hanno così deciso di testare decine di lattine e bottiglie appartenenti a diversi marchi famosi e che per la colorazione utilizzano la sostanza chimica artificiale 4-metilimidazolo (4-MEI).

pepsi

In tutti i test, le bibite Pepsi One e Malta Goya hanno fatto registrare livelli di 4-MEI superiori a 29 microgrammi e i prodotti acquistati in California non avevano le etichette di avvertimento.

In particolare, i risultati ottenuti su Pepsi One variavano da 39,5 microgrammi a 195,3 microgrammi della sostanza chimica. Malta Goya conteneva un enorme 307,5-352,5 microgrammi, a seconda della data di prova e del luogo di acquisto.

Nella seconda serie di test effettuati, invece, i risultati riscontrati nelle lattine di Pepsi miglioravano sensibilmente, attestandosi a valori compresi tra i 24,8 microgrammi e i 174,4 microgrammi.

Rangan ha così commentato i nuovi risultati: “Il fatto che abbiamo trovato minori quantità di 4-MEI nel nostro ultimo turno di prove suggerisce che alcuni produttori stanno prendendo provvedimenti per ridurre i livelli, il che sarebbe un passo nella giusta direzione”.



Ma Rangan dice anche che i produttori hanno la possibilità di scegliere alternative che contengono bassi livelli della sostanza chimica.

Consumer Reports ha chiesto alla Food and Drug Administration di impostare i limiti federali di 4-MEI negli alimenti e di pretendere dai produttori di includere la sostanza sulle etichette degli ingredienti. Ora, infatti,  le etichette devono solo dichiarare “colore artificiale” o “color caramello”.

Di contro, la Pepsi ha dichiarato che, entro il prossimo mese di febbraio, metterà in commercio versioni con meno 4-MEI, ma anche che visto che il consumo medio degli americani è di 100 ml, e tale quantità contiene livelli di 4-MEI ben al di sotto dei 29 microgrammi, anche se la composizione rimanesse identica, non ci dovrebbe essere alcun obbligo di scrivere in etichetta che il prodotto contiene sostanze potenzialmente nocive. La posizione è stata naturalmente attaccata da molti nutrizionisti.

Più volte l’azienda è stata richiamata per l’elevato contenuto di questo agente cancerogeno nelle sue lattine. Più volte è successo in California, ne abbiamo già parlato. E in Europa? In Europa sembra che il 4-MEI sia considerato ancora sicuro…

Potete approfondire l’argomento a questo link: http://ambientebio.it/la-pepsi-contiene-un-livello-troppo-alto-di-cancerogeni/

Fonte

(Foto: Just Another  Wretch)

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