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Belgio distribuirà pasticche di iodio per ridurre gli effetti del nucleare

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Nei giorni scorsi, il governo belga ha dichiarato che distribuirà a tutta la popolazione delle pastiglie di iodio come misura di prevenzione in caso di incidenti legati al nucleare.

In questi giorni, sta facendo discutere  la decisione del Belgio di distribuire a tutta la popolazione pastiglie di iodio, in misura preventiva in caso di incidenti o catastrofi legati alla centrale nucleare. L’assunzione di iodio aiuta infatti a ridurre gli effetti delle radiazioni sulla tiroide.

L’annuncio è stato fatto dal ministro della Salute Maggie De Block, che ha affermato: “Prima la distribuzione era prevista per un perimetro di 20 km” dalle centrali nucleari, “adesso bisogna prendere queste misure per un perimetro di 100 km, il che equivale a tutto il territorio nazionale“.

La decisione è stata sollecitata dal Consiglio superiore della sanità ma osteggiata dall’Agenzia federale per il controllo nucleare che stimava come sufficiente la fascia di distribuzione di 20 km.

Il provvedimento fa parte delle misure previste dal governo per aggiornare il Piano di urgenza nucleare del 2003. Ora il Belgio dovrà valutare la maniera più efficace per la distribuzione delle pastiglie.

Le pillole, spiega la portavoce del ministero della Salute, saranno distribuite a minorenni e donne incinte, in un raggio di 100 km dalla centrale.

Un annuncio che ha visto non poche polemiche, sollevate all’interno del Paese (dai verdi) e all’esterno, da governi come Germania, Olanda e Lussemburgo. I partiti all’opposizione – in particolare, i verdi francofoni e fiammighi – hanno esortato il governo Michel a chiudere almeno temporaneamente gli impianti più vecchi.




Anche la Germania ha chiesto al Belgio la chiusura degli impianti, in particolare quelli di Doel 3 e Tihange 2, situati nel Nord e nell’Est del paese. Le autorità belghe hanno risposto che le centrali rispettano “le esigenze di sicurezza le più rigide” e che non vi è “alcuna ragione” per rimettere in discussione la decisione recente di tenerle in attività. I due reattori, che hanno ciascuno la capacità di un gigawatt e sono utilizzati da Electrabel (filiale belga del gruppo francese Engie), sono rimasti fermi dopo la scoperta nel 2012 di microfessure sui muri delle loro vasche. Nel 2014 sono poi stati riavviati per essere bloccati alcuni mesi dopo. Nel novembre scorso l’Afcn ha dato via libera alla riaccensione, ritenendo che la sicurezza non sia compromessa.

Anche De Block ha scongiurato ogni rischio, affermando che la “decisione è venuta dopo il disastro di Fukushima, in tutti i Paesi c’è stata un’attualizzazione dei Piani d’urgenza nucleare“.

Un’altra ipotesi che trapela dalla stampa belga è che lo Stato abbia deciso di distribuire a titolo preventivo pastiglie di iodio in tutto perché le centrali nucleari potrebbero essere, o essere state, nel mirino del terrorismo islamico.

Sono ancora davanti a noi le conseguenze devastanti che il nucleare ha avuto su Chernobyl e Fukushima. Eppure, sembra che difficilmente riusciamo a imparare dai nostri errori.

(Foto: Victor)

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