Home Alimentazione Biologica Baby food: “No al marketing sulla pelle dei nostri bambini”

Baby food: “No al marketing sulla pelle dei nostri bambini”

20914
0
Polemica sul baby food:

Aspra la polemica sollevata sul baby food da ACP, Associazione Culturale Pediatri, contro la scelta di FIMP, Federazione Italiana Medici Pediatri, e di SIP, Società Italiana di Pediatria, di condividere la campagna alle famiglie promossa dall’AIIPA, Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari. Fimp replica all’accusa e risponde a tono.  

Prima sul portale dell’associazione, e poi sulle pagine del Il Sole 24 ore, Federica Zanetto, pediatra e presidente ACP, e Sergio Conti Nibali, anch’egli pediatra e membro ACP, denunciano la scelta di FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) e SIP (Società Italiana di Pediatria) di sostenere la campagna “Nutrizione e Sicurezza Specializzata”, considerandola fatto “gravissimo”. Il tema? Il baby food, l’alimentazione per neonati (0-3): la campagna di marketing in questione promuoverebbe, secondo i due pediatri, l’utilizzo di alimenti industriali per i bambini. Vediamo cos’è successo.

L’accusa: “No al marketing sulla pelle dei bambini”

Senza mezzi termini, Zanetto e Conti Nibali dichiarano che «i pediatri ACP si dissociano dalla campagna AIIPA (Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari) per promuovere negli studi pediatrici gli alimenti industriali per la prima infanzia e invitano i colleghi medici a non aderire all’iniziativa. Gli alimenti in commercio sono già controllati per legge e la filiera del prodotto fresco è validata dai ministeri dell’Agricoltura e della Salute: i medici non si facciano portavoce dell’industria, creando confusione nei genitori. No al marketing sulla pelle dei bambini!».

Baby food: locandine fuorvianti e discutibili secondo l’ACP

La campagna sul baby food prevede la distribuzione di due locandine-poster, che i pediatri devono affiggere nelle sale di aspetto degli studi pediatrici. Ma i pediatri dell’ACP intendono dissociarsi dalle raccomandazioni sui vantaggi degli alimenti industriali specifici.

In particolare, nella prima locandina si legge: «Gli alimenti per la prima infanzia sono prodotti specifici per lo svezzamento, pensati per le esigenze nutrizionali del bambino in crescita fino ai 3 anni e che per legge assicurano il rispetto di rigorosi standard di sicurezza alimentare e di tracciabilità, senza ogm, coloranti e conservanti».

Ma l’ACP ritiene che la “validità di queste affermazioni sia ampiamente discutibile”.

La normativa europea sulla sicurezza del baby food

In Europa, da settembre 2008, è ormai in vigore un nuovo regolamento che modifica le disposizioni per i residui di pesticidi nel cibo (Regolamento CE n. 396/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 febbraio 2005.).

La legge indica i limiti quantitativi tollerabili per la sicurezza alimentare sia di adulti che di bambini. Anzi, per il baby food, ovvero i prodotti specifici destinati ai bambini fino a 3 anni, i limiti e i controlli sono anche più aspri. E il ministero della Salute ha più volte ribadito che il controllo ufficiale dei prodotti fitosanitari, compresi i pesticidi negli alimenti, è una delle priorità sanitarie più rilevanti nell’ambito della sicurezza alimentare.

Dai controlli effettuati dalle autorità competenti, gli alimenti prodotti in Italia sono tra i più sicuri. Infatti, solo lo 0,6% di frutta fresca e lo 0,3% di cereali hanno superato i limiti fissati dalla normativa comunitaria, contro una media europea che si attesta intorno al 3,5% di irregolarità.

La campagna a sostegno del latte crescita, alimento inutile per l’UE

Loading...

Nella seconda locandina poi si legge: “Dopo l’anno il latte crescita contribuisce a fornire un apporto equilibrato di nutrienti, come ferro, calcio, vitamine, adeguato alle loro esigenze”.

Questo si pone in antitesi con il rapporto recentemente pubblicato dalla Commissione Europea, che dichiara che i latti crescita non sono né latti né essenziali per la crescita. Non solo non sono necessari da un punto di vista nutrizionale, ma potrebbero contenere sostanze come zuccheri e aromi, che non vanno dati ai bambini. Basti ricordare il ruolo del consumo di zucchero nello sviluppo dell’obesità infantile.

E inoltre una campagna a sostegno dei latti crescita potrebbe far sorgere dubbi ingiustificati sulla possibilità di offrire una dieta equilibrata al bambino basandosi solo sugli alimenti freschi in commercio.

Invece i pediatri dell’ACP incoraggiano i genitori a offrire una dieta ricca di frutta, verdura e ortaggi freschi a tutta la famiglia, ricorrendo quando è possibile ai prodotti a filiera corta e biologici (anche ricorrendo alla partecipazione a gruppi di acquisto solidale, i cosiddetti G.A.S.).

La reazione della FIMP alle accuse

La replica della FIMP non si fa attendere, sempre sulle pagine del Sole 24 Ore. Rivolgendosi direttamente a Zanetto, Giampietro Chiamenti, presidente FIMP, risponde con tono ancora più polemico. Chiamenti esorta l’ACP a porre attenzione quando si solleva una critica, soprattutto se ha a che fare con la salute dei bambini.

La FIMP dichiara di leggere, nelle dichiarazioni di ACP, una palese accusa di asservimento alle aziende produttrici di alimenti per il baby food. E ricorda quando l’ACP sosteneva le iniziative delle aziende produttrici di vaccini, mentre la FIMP promuoveva l’introduzione della vaccinazione anti-pneimococcica.




Per tanto, Chiamenti dichiara «a pubblico utilizzo, in caso di contraria dimostrazione, che il Progetto in oggetto è stato accettato da FIMP, perché adeguato e consono a una analisi scientifica, ragionevole e di buona pratica nella produzione e commercializzazione di alimenti adatti alla salute del bambino».

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.