Home Alimentazione Biologica Allergeni: in che quantità sono pericolosi? Uno studio lo rivela

Allergeni: in che quantità sono pericolosi? Uno studio lo rivela

863
0
CONDIVIDI
Allergeni negli alimenti, stabilite le soglie di rischio

Allergeni negli alimenti: quali sono le soglie di rischio più pericolose? La risposta dei ricercatori

L’etichettatura precauzionale è necessaria per avvertire i consumatori della presenza di allergeni, anche non intenzionali, all’interno degli alimenti. La mancanza di soglie concordate, però, può generare confusione e rischi nei consumatori allergici.

Il 13 dicembre è entrato ufficialmente in vigore il nuovo regolamento sulle etichette alimentari varato dall’Unione Europea. Il testo prevede maggiore chiarezza sulla presenza tra gli ingredienti di allergeni. Tuttavia, continuano a esserci formule che creano confusione. Pensiamo ad esempio alla dicitura “può contenere tracce di”, seguita da una lunga lista di ingredienti.

Stabilire una soglia utile a cui attenersi potrebbe essere un buon punto di partenza per stilare delle etichette chiare. Per questo, un gruppo di ricercatori europei ha deciso di identificare le dosi minime di cinque degli allergeni alimentari più comuni, che possono causare una reazione in almeno il dieci per cento delle persone sensibili.

Lo studio

Si calcola che al mondo quasi il 7% dei bambini e l’ 1-2% degli adulti soffra di allergie alimentari.

Lo studio, realizzato dall’Università di Manchester (Inghilterra) e pubblicato dalla rivista Journal of Allergy, Asthma and Clinical Immunology, deriva dall’osservazione dei risultati a test alimentari ottenuti su 436 persone provenienti da tutto il continente europeo e inserite nel progetto EuroPrevall. Il progetto punta a fornire informazioni utili alla Commissione Europea per affrontare la diffusione delle allergie alimentari negli ultimi anni.

Ai soggetti che si sono sottoposti ai test sono state fornite delle piccole quantità di prodotti, con l’obiettivo di valutare le soglie minime che potevano scatenare reazioni allergiche. I test hanno avuto come oggetto principale alimenti quali arachidi, nocciole, sedano, pesci e molluschi.

Allergeni: quali le soglie a rischio

Dai dati  è emerso che quantità comprese tra 1.6 e 10.1 milligrammi di nocciole, arachidi e sedano sono in grado di scatenare una reazione allergica nel 10% dei soggetti. Per quanto riguarda il pesce, invece, i valori riscontrati sono stati più alti: 27,3 milligrammi. Per i gamberi, 2,5 grammi. Quest’ultimo valore può però variare in base alla cottura dell’alimento. La stessa cosa può verificarsi con gli allergeni derivanti da cereali.


Come dichiarato dalla professoressa Clare Mills, una delle autrici dello studio, “l’obiettivo della nostra ricerca è sempre stato chiaro: individuare con precisione le quantità di allergeni capaci di scatenare un evento allergico. Un dato importante da conoscere per poterlo indicare a livello delle etichette alimentari”.

Dati importanti che potrebbero guidare le persone a evitare o dosare meglio gli alimenti che contengono tracce di allergeni.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here