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Questo terribile parassita rischia di far estinguere le banane

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Presto potrebbe arrivare il giorno in cui sulle nostre tavole non ci saranno più banane. Il responsabile è un fungo parassita che causa la malattia di Panama, capace di mettere a repentaglio il 95 per cento della produzione mondiale del frutto.

Il problema, di cui abbiamo già parlato in un precedente articolo, è più grave di quanto non si fosse pensato prima. Ad affermarlo, un’analisi apparsa nei giorni scorsi sulla rivista Plos Pathogens e ripresa da un articolo del Washington Post.

La specie Cavendish è il tipo di banana più ampiamente coltivato sul mercato mondiale. Tanto diffusa che nel corso degli anni si è arrivati a una sorta di monocoltura di questo frutto. E proprio qui sarebbe il problema. L’assenza di biodiversità, infatti, rende le banane più vulnerabili alla diffusione del Tropical Race 4 (TR4), l’ultima evoluzione del fungo parassita (fusarium oxysporum cubense).

Il fungo che causa la malattia di Panama attacca le radici e sottrae acqua e nutrimento alla pianta, poi risale fino alle banane e provoca l’essicazione di tutto l’albero.

Al momento, purtroppo, non sono state ancora trovate difese efficaci che possano bloccarne la diffusione.

Secondo i ricercatori il problema è capire quando il Tropical Race 4 colpirà altri Paesi  visto che la diffusione può avvenire sia attraverso materiale vegetale infetto, che a contatto con strumenti di lavoro, calzature o altri oggetti contaminati nella terra.

Una situazione che, affiancata a quella che ha colpito i nostri uliveti in Puglia (Xylella Fastidiosa), rafforza l’idea che la globalizzazione, ma anche la politica cieca del mercato alimentare, abbia reso più difficile bloccare i patogeni alle frontiere. Le monocolture sono infatti una delle scelte più pericolose fatte dai produttori.




Per comprendere meglio il concetto, il Washington Post fa l’esempio della patata Blight irlandese. Nel 1800, si legge, i coltivatori di patate irlandesi hanno iniziato a favorire una sola varietà di patata. Una scelta che ha portato al fallimento quando un fungo parassita è entrato nel paese e ha distrutto le coltivazioni, senza incontrare alcuna resistenza naturale. Nel 1846, il paese, il cui nutrimento dipendeva in larga misura proprio dalle patate, ha perso gran parte della sua produzione. Una cosa che, a sua volta, ha contribuito alla morte di centinaia di migliaia di persone. E dopo questo esempio il pensiero non può non andare a tutte quelle terre (i Paesi in via di sviluppo per intenderci) in cui, assieme a riso, grano e latte, la banana è uno degli alimenti più consumati.

Il problema di oggi è capire come bloccare la diffusione del fungo patogeno. Il primo passo da compiere, secondo i ricercatori, è la distruzione degli alberi infetti, oltre a cercare di comprendere in maniera approfondita l’epidemiologia dell’infezione.

(Foto)

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