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La caffeina aiuta contro la demenza. Lo studio

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Come prevenire la demenza senile? A quanto pare, la caffeina è un toccasana in questi casi. Ma sarà davvero salutare?

La caffeina alleata contro la demenza? A quanto pare sì. Sono ormai diverse le ricerche scientifiche che lo affermano. Una certa quantità di caffè, da assumere ogni giorno, proteggerebbe il cervello dal decadimento precoce. Ma a che prezzo? Vediamo cosa dice la ricerca e quali sono gli altri rimedi naturali a nostra disposizione.

Lo studio: 261 millligrammi di caffeina al giorno

Un gruppo di 8 ricercatori americani, provenienti da diverse università di tutto il Paese, hanno studiato gli effetti della caffeina su demenza e deterioramento cognitivo.

Per farlo, hanno analizzato i dati statistici raccolti dal Women’s Health Initiative Memory Study. I ricercatori hanno rivisto un decennio di ricerche che hanno coinvolto 6.500 donne, tutte over 65. Le scoperte realizzate sono state pubblicate in un paper dalla rivista The Journals of Gerontology, Series A: Biological Sciences and Medical Sciences.

Le donne che consumano più caffeina rispetto alla media avevano minori probabilità di sviluppare la demenza o il deterioramento cognitivo. Mediamente, ognuna di loro consumava 261 milligrammi della sostanza, ogni giorno. L’equivalente di circa 3 caffè espresso. Il rischio sarebbe ridotto del 36% in questi casi. Una ‘protezione’ che non è stata individuata nelle donne che consumavano invece 64 mg di caffeina, in media, ogni giorno.




Secondo Ira Driscoll, professore di psichiatria dell’Università di Milwakee e autore del lavoro, si tratta di un lavoro unico nel suo genere. Per la prima volta, infatti, è stata analizzata l’incidenza del caffè sulla demenza senile in un campione così ampio e per un periodo di tempo così lungo.

Il caffè: una bevanda controversa

Ma farà bene prendere tutti questi caffè? Purtroppo non è facile rispondere chiaramente a questa domanda. Come abbiamo visto un po’ di tempo fa, esistono ricerche che plaudono ai suoi effetti benefici. Ma anche altri che dicono il contrario.

Esistono poi dei rischi ambientali correlati alla produzione della bevanda più nota al mondo. Alcuni ricercatori americani hanno infatti scoperto che ogni tazza di caffè “costa” all’ambiente 140 litri d’acqua, più 0,1 metri quadrati di terreno, più le perdite di foreste e biodiversità.

Per fortuna abbiamo tanti modi alternativi per arginare il decadimento della nostra mente. Per esempio, l’attività fisica: a lungo termine, lo sport previene la formazione di placche nocive nel cervello. E ancora: evitare alimenti ricchi di zucchero, grassi e conservanti.

Dobbiamo poi privilegiare frutta e verdura freschi, possibilmente biologici. Assumiamo cibi che contengono molti minerali: cromo, magnesio, selenio e zinco. E ancora: vitamine C, E e del gruppo B. Ampio spazio agli agrumi, alle verdure a foglia scura e verde. Ma anche noci, semi di girasole, uova, fagioli, cereali integrali e banane.

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