Cibi anticancro: cosa mangiano i malati di tumore negli ospedali?

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Ormai la letteratura scientifica è vasta e (quasi) unanime: esistono cibi anticancro e cibi che è meglio evitare. Perché allora negli ospedali italiani non si rispettano queste regole?

Ormai è risaputo e la comunità scientifica internazionale (a partire dall’Organizzazione Mondiale della Sanità), lo certifica. Ci sono dei cibi anticancro, che aiutano a ridurre l’impatto della malattia e a migliorare le cure. Ci sono poi degli alimenti che è meglio lasciar da parte, dal momento che possono se non provocare direttamente il cancro, andare ad “alimentare” le cellule tumorali presenti nell’organismo dei pazienti.

A fronte dei risultati di tante ricerche, cosa succede negli ospedali italiani? Ci si aspetterebbe una particolare attenzione all’alimentazione dei pazienti oncologici. Purtroppo non è così. E anzi accade esattamente l’opposto.

Lo ha dimostrato un servizio de Le Iene, sempre puntuali nel denunciare i problemi italiani più gravi. Ecco il video del servizio:

Cibi anticancro: cosa mangiare

Innanzitutto, vediamo cosa dovrebbe mangiare un malato oncologico, ma anche chi vuole avere un’alimentazione sana e prevenire questa malattia.

Le Iene lo hanno chiesto agli esperti.

Ci sono sempre più dati che dimostrano che ritornando all’alimentazione mediterranea tradizionale – cereali integrali, legumi, verdure, noci, nocciole, mandorle, olio extravergine di oliva e così via – si riduce il rischio di malattie di cuore e ci sono molti indizi che possa migliorare la prognosi dei tumori“, spiega il professor Franco Berrino già direttore del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

Cibi da evitare: la carne

Come ben sappiamo, le carni, soprattutto quella rossa e le trattate, dovrebbero essere ridotte al minimo. Ce lo diceva l’OMS già più di un anno fa. “Le carni lavorate sono cancerogene come fumo e amianto“, spiegava l’ente.

Una conferma arriva anche dagli esperti contattati dalle Iene.

Dobbiamo eliminare la carne rossa. E anche i cibi con grassi saturi: cose su cui ormai quasi tutti son d’accordo”, nel mondo scientifico. Lo spiega il professor Valter Longo, USC University of Southern California.

Come ricorda Nadia Toffa, autrice del servizio, tra i grassi saturi ci sono sì quelli animali, i più comuni. Ma non bisogna dimenticare anche i grassi vegetali, come l’olio di palma.

Il fondo mondiale per la ricerca sul cancro dà un’indicazione per la carne rossa: non superare mai i 500 grammi a settimana (che è già tanto). Per la popolazione europea sarebbe meglio non superare i 300“. È il parere della dottoressa Anna Villarini, Biologa Nutrizionista presso l’Istituto Tumori Italiano.

Cibi da evitare: zuccheri

Come spiega la dottoressa Villarini, bisogna inoltre limitare il consumo di alimenti che alzano la glicemia nel sangue.

Premettiamo che un paziente oncologico deve rivolgersi a un nutrizionista esperto, perché le situazioni cambiano di caso in caso. Possiamo dire però che le cellule tumorali si nutrono di glucosio. Non solo zuccheri: il glucosio è anche parte delle farine con cui si fanno pasta, pane e dolci. Facciamo un consumo modesto, riducendo fortemente questi cibi“.

E quindi stop a succhi di frutta e bibite zuccherate. Ma anche a pasta, pane, pizza. A meno che non siano realizzati con grano duro o farine integrali.

Quando mangiamo i cereali integrali la glicemia si alza meno. Quando mangiamo i legumi si alza pochissimo“, spiega Berrino. “La pasta di grano duro con i fagioli, per esempio, è un piatto che fa alzare molto poco la glicemia“.

Cibi anticancro: cosa succede negli ospedali italiani?

Inutile dire che succede tutto il contrario. Le indicazioni dell’OMS su cibi anticancro e alimenti da evitare sono completamente ignorate. In alcuni ospedali, come dimostra il servizio delle Iene, si arriva fino a 16 (sedici) porzioni di carne alla settimana. E poi pancetta, prosciutto e pasta a volontà. Com’è possibile?

Questo succede perché siamo ignoranti, facciamo il contrario di quello che dovremmo fare“, spiega Berrino.




Posti di fronte al problema, non tutti i direttori dei reparti di oncologia interpellati da Toffa sembrano rendersi conto del problema. C’è chi addirittura dichiara che il servizio “fa ridere”.

Peccato che il cancro sia una cosa maledettamente seria. E che dovremmo fare di tutto per ridurre l’impatto di questa malattia.

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