Home Alimentazione e Salute Brevetti: l’Ufficio Europeo che mette a rischio il libero accesso alle sementi

Brevetti: l’Ufficio Europeo che mette a rischio il libero accesso alle sementi

352
0
CONDIVIDI

In questi giorni, l’Ufficio europeo dei brevetti (EPO) è stato chiamato a rispondere in merito alla richiesta di approvazione di un brevetto su pomodori con ridotto contenuto d’acqua.

Si prevede che durante l’udienza finale, l’autorità concederà il brevetto con piccole modifiche al testo.

Stando a quanto afferma IFOAM, la Federazione internazionale dei movimenti per l’agricoltura biologica, nonostante la brevettabilità delle varietà vegetali sia proibita dal diritto europeo, l’EPO continua a concedere brevetti a multinazionali che includono colture classiche.

Secondo No Patents on Seeds! questo ufficio ha già concesso più di 120 brevetti e altre circa 1.000 domande sono al vaglio.

In un rapporto diffuso  dalla stessa organizzazione, viene descritto lo stato di avanzamento della situazione e richiesto un intervento immediato per fermare non solo la concessione di questo specifico brevetto sui pomodori, ma di attuare i divieti efficaci per fermare l’approvazione brevetti su piante e animali.

Nel mese di marzo 2015, secondo la ricostruzione fatta da IFOAM, l’EPO ha stabilito che i brevetti possono essere concessi anche per sementi e piante ottenute con tecniche di riproduzione tradizionali. Questa decisione è stata presa sulla base di una versione distorta della legge attuale: mentre i processi per l’allevamento convenzionale non possono essere brevettati, le piante e gli animali prodotti da questi processi sono brevettabili. Una cosa che contiene una contraddizione in sé, visto che la legge attuale esclude “varietà vegetali e animali o procedimenti essenzialmente biologici per impianti di produzione e gli animali“.




Una delle conseguenze del concentrare nelle mani di pochi il potere su un determinato prodotto è il fatto che altre aziende non possono più utilizzare questo stesso seme o pianta, senza il consenso del titolare del brevetto.

Una cosa che ostacola il processo innovativo, crea meno scelta e prezzi più alti per gli agricoltori e, sul lungo termine, minaccia la sicurezza alimentare.

Inoltre, ribadisce IFOAM,  i brevetti sui semi minacciano il diritto degli agricoltori di utilizzare, scambiare e vendere sementi così come stabilito nei “diritti degli agricoltori” del Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l’alimentazione e l’agricoltura.

Spetta ora ai politici  dimostrare che possono avere successo nella lotta contro gli interessi ben organizzati del business dei brevetti“, afferma Christoph Poi, uno dei relatori per la coalizione internazionale di “No Patents on Seeds”.

Nel frattempo, la coalizione ha lanciato un appello per fermare la concessione dei brevetti dei semi. La coalizione No Patents on Seeds! è supportata da Arche Noah (Austria), Bionext (Paesi Bassi), The Berne Declaration (Svizzera), GeneWatch (Regno Unito), Greenpeace, Misereor (Germania), Development Fund (Norvegia), NOAH (Danimarca), No Patents on Life (Germania ), ProSpecieRara, Red de Semillas (Spagna), Rete Semi Rurali (Italia).

(Foto: U.S. Department of Agriculture)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here